lunedì 27 aprile 2020

A tu per tu con … Pier Filippi

Riceviamo dal collega giornalista Roberto Vittoriani e pubblichiamo

Uomo ancora di grande spirito e di bella presenza, ma soprattutto noto per la bella, suadente e non poco ammaliante voce che ci ha fatto sognare negli anni della spensierata giovinezza e che, al di là del fatto che sia ormai a ridosso degli anni 80, ancora continua a cantare, ad entusiasmare.
Adolfo Pier Filippi, professione cantante, nato nell’aprile - 1938 ( il giorno lo tiene per sé, ma non conta più di tanto) sta qui a sorseggiarsi un caffè con noi e subito si rende disponibile per scambiare quattro chiacchiere che vadano a pescare nel suo passato d’artista e di uomo del mondo dello spettacolo. E’ scherzoso e divertito, parla con bella disinvoltura e pare proprio gioire mentre si tuffa in quel passato d’artista di cui è stato partecipe e non di rado applaudito protagonista. Ci corre l’obbligo, visti la voglia e l’entusiasmo di raccontarsi, mettere un poco d’ordine e porgli noi una domanda semplice ma che ci permetta almeno di capire come e per merito di chi si è avviato, in tempi ormai preistorici e senza specifici o particolari agganci, per questo spaccato di vita. La risposta, accompagnata da una gioiosa, fresca risata, arriva immediata

“ La colpa è dei miei amici che si facevano le filarine poi però toccava a me accompagnarli sotto le loro finestre per la classica serenata, spesso andava bene per cui ero diventato una sorta di amuleto, un vero e proprio porta fortuna … quante risate ci siam fatte!!! Era bello stare assieme così: senza stramberie, senza pensieri deviati, cattiverie, litigi inutili … quegli anni e quegli amici non si possono scordare”.

E di professione vera e propria quando si comincia a palarne?
-“ E’ il 1964 quando Zavallone mi prende con sé- n.b. non sono mai andato a scuola di canto, ho fatto tutto come veniva- ebbene: Zavallone mi porta in giro per tutta Italia, il cielo non lo tocco con un dito ma con entrambe le mani,- pazzesco!- mi sono divertito da matti e ho imparato molto,… per tacere della fortuna, ecco per dire quanto sono stato fortunato devo raccontare come sono arrivato alla RCA: S .Remo 1962, mi nota Gianni Ravera, lui stava mangiando e io fra me e me canticchiavo, ad un certo punto mi accorgo che stacca gli occhi dal piatto, mi guarda, una breve pausa come ad inquadrarmi a dovere poi d’improvviso “Hai vincoli?” mi chiede …, sembra tutto esaurito all’istante, vale a dire un’informazione fine a se stessa , come spesso accade. Ma vista la mia risposta negativa, vale a dire, Libero, il giorno dopo , con tono gioioso e carico di entusiasmo mi annuncia “ la RCA è casa Mia e faccio il festival tu sei in squadra con me”, sono stati tre anni magnifici, alla RCA ho incontrato il mondo della canzone: Paoli,Endrigo,Tenco, Morandi… tutto il meglio della canzone italiana” del momento” -

Non lo dice, per una sorta di pudore, ma in quella compagnia di assi ci stava e da gran signore anche lui-

Di quelli citati una menzione particolare per…?

“Tenco: unico, inarrivabile, era un “fa” tutto, vale a dire capace di tutto e soprattutto musicista preparato e conoscitore profondo, meraviglioso strumentista, cantante unico”

Dall’emozione alla gioia quant’è grande il passo?

“ La realtà di S. Remo da subito non l’ho creduta o percepita, non ho creduto a me stesso , a quanto mi succedeva attorno, poi ad un certo momento mi sono accorto che stavo piangendo, era qualcosa di esplosivo che mi era entrato dentro e che non riuscivo a dominare per intero, non era autocontrollo era la forza della gioia, dell’emozione vissuta ad una dimensione unica e mai provata, L’EMOZIONE!!! Che roba!.”

Fuori casa: come, quando?

“RCA a Roma: era giocoforza trasferirsi; ricordo la gioia di mia madre che pur mostrandosi contenta continuava a dirsi preoccupata e a raccomandarmi sempre qualcosa di nuovo. A Roma, era inevitabile , entrai nel giro di Cinecittà, i grandi della nostra storia artistica e cinematografica, dico in particolare di Anna Rasmussen ( moglie), di Carlo Ponti, il grande regista, vero fenomeno vivente”.

Ma a Roma erano possibili le amicizie e la realtà sociale è davvero quella fetta di mondo che tutti abbiamo pensato, immaginato e per qualche istante magari anche sognato ?

“ Niente di tutto, l’amicizia era ed è totalmente assente, lì si fanno largo i leccaculo, da ciò consegue che occorre non essere mai se stessi, io amici e confidenti in quell’ambiente non ne ho mai avuti, devo anzi dire che ho incontrato molte persone che mi hanno molto deluso .”

Un tuffo nel passato, nell’adolescenza vissuta qui, nel cuore di questa Romagna tutta calore e passione ma estremamente sincera , libera. 

“ Quant’è lontana quell’età, son passati tanti anni dal giorno che me ne andai,ma non ho perso per strada lo splendore di questa gente, la mia gente per sempre, quella gente che mi ha insegnato il rispetto dell’altro, le buone maniere, ma anche il coraggio della proprie idee, per quel che mi riguarda più da vicino, devo ammetterlo con molta franchezza e senza vergogna, ho avuto una bella dose di “CULO”.

Per quel riguarda il rapporto con le donne quanto ti ha aiutato il successo?

Direi determinante, forse molto senza cuore, ma a Roma c’era tutto e di tutto, per quel che mi riguarda ricordo che dopo la Rasmussen, entrarono in scena A. Ranalli ( per la quale aveva perso la testa M Bongiorno), V.Ciangottini, V.Brosio e…

Un Momento buio


Non lo trovo, mi è venuto tutto facile, ho cantato tutto e con tutti (Mina compresa), a un certo momento mi son fatto la mia orchestra …che chiedere di più?

La musica cosa rappresenta?

Per me tutto, è stata e continua ad essere la mia vita, da noi manca purtroppo una solida cantante educazione musicale.

E’ più importante la canzone o il cantante? 

Credo che il testo sia un traino fondamentale.

Bella, piacevole chiacchierata, niente adulazioni, nessun nascondiglio dietro cui paraventarsi, ma lo spirito del romagnolo franco e spontaneo che ha percorso un tratto di strada di piena soddisfazione di cui non vuol menar vanto ma soltanto dirsi soddisfatto.

Pierre ( Pier Filippi) Roberto Vittoriani

Stampa questo articolo

Nessun commento:

Posta un commento