mercoledì 29 aprile 2020

La ripresa dell’attività economica per le imprese


Riceviamo e pubblichiamo

Alcune considerazioni di Paolo Zalambani, titolare di ADV Comunicazione e Marketing, consulente aziendale specializzato nei processi di internazionalizzazione.


Come riprendere l’attività economica quando l’emergenza sarà finita? Nel dibattito in corso, ecco il contributo di Paolo Zalambani, titolare di ADV Comunicazione e Marketing, società che ha la sua sede a Fusignano: una realtà molto attiva e di particolare competenza, che da diversi anni ha incentrato il grosso dell’attività sulla consulenza alle imprese manifatturiere che intendono intraprendere attività di internazionalizzazione. 


Una società con buona esperienza: basti ricordare che già nel 2011, nel pieno della crisi economica internazionale, Zalambani pubblicò la “Guida all’internazionalizzazione della piccola e media impresa”: strumento agile ma esauriente, originale e decisamente utilissimo nei confronti delle imprese intenzionate a rivolgersi al mercato internazionale.

Guardando il futuro delle imprese locali rispetto al ritorno alla “normalità”, Zalambani ha le idee chiare. “Questo evento traumatico e diffuso, esteso all’intero pianeta, ha cambiato profondamente la realtà, modificando anche le modalità di relazione sociale consolidate nei secoli.

Questo cambierà anche le relazioni fra le aziende: la spersonalizzazione delle relazioni tenderà a conservarsi e possiamo legittimamente pensare che i rapporti diretti fra operatori di aziende differenti incontreranno la resistenza di molti. Contemporaneamente, l’accresciuta importanza dei supporti tecnologici sarà conservata e incrementata. 

Con ogni probabilità saranno questi strumenti a venirci in aiuto, per attutire la paura del contagio, valorizzare l’incolumità personale e consentire comunque di sviluppare relazioni con altri. La video conferenza, ad esempio, sarà nell’immediato futuro una modalità di relazione molto incrementata”.

Anche se tramite videoconferenze è più difficile intercettare clienti potenziali, che non si conoscono. Mentre acquisire nuovi clienti nelle aree già presenziate o procedere alla penetrazione di nuovi mercati, è alla base dello sviluppo, cioè è un modo significativo per contrastare il rischio recessione. 

“Nell’industria manifatturiera, il modo per relazionarci a clienti potenziali, fino ad oggi si è sviluppato grossolanamente con queste fasi: individuazione di un indirizzario di clienti potenziali; presentazione dell’azienda; organizzazione di una visita presso la sede del cliente potenziale. 

Se consideriamo che gli incontri personali in questo periodo non sono particolarmente graditi, potremo rimpiazzarli con una presentazione virtuale dell’azienda, realizzare un breve filmato che riproduca gli incontri stessi, sviluppato coi contenuti usati per le presentazioni personali, che sostituisca le stesse. In questo caso, attraverso una presentazione virtuale dell’azienda - elaborata come se fosse una presentazione diretta - l’impresa verrà comunque associata ad una persona, ad un viso narrante che la rappresenta; l’azienda prenderà un corpo, assumerà fisicità, togliendosi dall’impalpabile, ed il cliente potrà individuare un “garante”, un riferimento a cui rapportarsi. In questo senso, fanno scuola i vari spot di molte aziende, che da anni hanno “esposto” il presidente, il fondatore o altre figure aziendali credibili per personificare l’impresa, identificata con un rispettabile umano di riferimento, che dia corpo e garanzie”.

Inoltre, l’utilizzo di strumenti virtuali potrà dare anche indubbi vantaggi. “Consentirà di contattare facilmente quei Paesi in cui sarebbe difficoltoso organizzare la presenza; i costi di relazione sarebbero enormemente ridotti; i tempi assolutamente velocizzati. Qualunque dinamica offre vantaggi e svantaggi, ma dobbiamo partire dalla realtà che i cambiamenti hanno determinato per individuare gli strumenti e i metodi necessari per rilanciare le imprese in maniera adeguata, aggiornata ed incisiva”.

L’ultima considerazione riguarda la vendita on line e il suo potenziale futuro. “In linea generale, attraverso la vendita on line, si può supporre di ottenere un ampliamento del mercato e molte aziende potrebbero accedervi. Tuttavia la vendita on line non è di per sé garanzia di successo: richiede specifiche competenze e diverse risorse sia per la creazione sia per la gestione dell’e-commerce, oltre che per le attività di digital marketing, finalizzate a promuovere lo shop. Indiscutibilmente quest’opportunità può offrire molti vantaggi: consente di rivolgersi ad un mercato ampliato; l’attività è sempre aperta; a parità di margini, i prezzi possono essere più competitivi, perché si riducono vari costi.

In più, è possibile tracciare il comportamento dei visitatori sul sito e profilare i clienti, raccogliendo una grande quantità di dati utili per l’azienda. Ma qualunque scelta offre anche svantaggi: se con l’e-commerce si accede ad un mercato più vasto e aumenta la fetta di potenziali clienti, aumentano anche i competitors, ed ottenere la dovuta visibilità online all’interno del settore non è quindi né facile né scontato. In estrema sintesi, l’e-commerce può rappresentare una potente opportunità per molte aziende, solo se alle spalle c’è un progetto molto articolato. E, come qualunque progetto commerciale, dev’essere elaborato con le conoscenze dovute”.

Ufficio stampa: Alberto Mazzotti 

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