mercoledì 29 aprile 2020

Riflessioni sulla lettera aperta ai cittadini del 24 aprile 2020 del Sindaco di Lugo Davide Ranalli

Riceviamo da Per la Buona Politica e Pubblichiamo

La lettera aperta ai cittadini con la quale il Sindaco Davide Ranalli ha delineato la prospettiva della città di Lugo dopo il coronavirus merita qualche riflessione.


Secondo Ranalli, dopo il 4 maggio servirà, fra l’altro, uno “sforzo di elaborazione e pensiero su come immaginare la città del domani con un orizzonte temporale di almeno 10-15 anni” e “capire come trasformare gli spazi urbani non solo per funzione , ma anche per le modalità in cui viverli”. Tali pensieri devono essere permeati, sostiene il Sindaco, da fantasia e flessibilità.

Ragionare in grande è sempre positivo, ma presuppone concretezza e un quadro d’insieme che definisca le priorità e indichi come mettere assieme il tetto con le fondamenta, altrimenti la costruzione della casa rischia di restare un sogno.

Le priorità in questo momento sono costituite, a nostro avviso, dal mettere in condizioni i negozi, i bar, i ristoranti, le attività artigianali di servizio, le partite IVA e le piccole imprese, di ripartire e proseguire la loro attività.

Dopo quasi due mesi di forzata chiusura non è un fatto scontato, soprattutto alla luce delle incertezze in merito ai tributi locali e nazionali e alle lungaggini burocratiche per l’erogazione di contributi e finanziamenti. A questo si aggiunga l’emergenza degli strati più deboli della popolazione che imporrà di potenziare nel tempo i servizi sociali e di sostegno.

Rammentiamo che l’Amministrazione Comunale nell’ultimo decennio ha ipotizzato diverse opere pubbliche delle quali alcune sono state realizzate mentre altre sono ancora in attesa di esecutività nonostante i reiterati impegni, i diversi studi di fattibilità e gli accordi programmatici. Per cui riunire gli sforzi politici e amministrativi sulla attuazione di tali opere , che i cittadini sollecitano e condividono da tempo, ricercare con ogni mezzo le risorse economiche, senza dover ricorrere ad ulteriori fantasie, ci sembra una impronta di positività.

Serve perciò un piano straordinario di interventi sui quali concentrare la maggior parte delle risorse disponibili, al fine di evitare il tracollo e la desertificazione del tessuto economico urbano; un centro storico con attività commerciali e di intrattenimento chiuse non è attrattivo per nessuno, se non per il degrado e l’illegalità.

Per mettere a punto un progetto efficace e incisivo, occorrono il coinvolgimento di tutte le articolazioni socio economiche del territorio e il contributo di tutte le rappresentanze che siedono in Consiglio Comunale.

Si crei un tavolo di confronto programmatico che recepisca ed elabori le proposte che vengono da tutte le istanze della collettività, finalizzato a definire un progetto concreto e fattibile per il futuro della città e del territorio.

L’Associazione e il Gruppo Consigliare Per la Buon a Politica

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