martedì 12 maggio 2020

A scuola a metà settembre

Ecco come si fa

Lo "spiega" Valter Galavotti con estrema chiarezza sul settimanale della nostra Diocesi.

Le classi divise a metà, 12-13 per classe. 

Lezione ovviamente in diretta, non virtuali, al mattino dalle 7,45 alle 13, cinque ore con l'intervallo per mangiare qualcosa, senza muoversi dal banco; gli altri 13 lezione dalle 13,45 alle 19. 

Nei 45 minuti la disinfestazione delle classi con tutto il personale necessario.

I due sottogruppi possono essere flessibili  e ricomponibili dal momento che gli insegnanti svolgeranno lo stesso programma mattino e pomeriggio.

Ciascuno di loro una settimana a scuola al mattino ed una al pomeriggio.

Ovvio che occorrerà reclutare nuovo personale docente, ma ce ne sono tanti in attesa di un incarico temporaneo, c'è abbondanza nelle scuole a tempo pieno di ora, tempo pieno che ovviamente non sarà più possibile per il tempo necessario. Mancasse qualcosa si può colmare con straordinari alternati, medici ed infermieri hanno fatto turni di 10-12 ore per settimane. 

Maggiori spese certo, ma la scuola, i bambini, i ragazzi sono una priorità.

Gli incontri in spazi all'aperto (cortili, aree verdi, campi di gioco..) per una settimana, nelle sale più ampie della scuola (aula magna, sale riunioni, laboratori, corridoi, palestre, biblioteche...) dell'intera classe per calmierare la spesa e ridurre i doppi turni ed ancora disinfestazione. Molte città hanno sale di notevole ampiezza fino alla capienza di 99 persone.

Sale che hanno proprietari diversi (Regioni, Comuni, banche, associazioni, parrocchie...), censimento delle stesse e relative richieste di uso. 

"Servono solo coraggio - conclude Galavotti - fantasia e capacità organizzativa, la didattica a distanza non potrà mai sostituire il contatto fisico, diretto tra ragazzi e insegnanti".

A cura di Arrigo Antonellini 

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