sabato 9 maggio 2020

Ancora sul contributo alla mostra fotografica

Con foto delle case chiuse
di Roberto Drei

Con due delibere di Giunta, rispettivamente di febbraio e di marzo di quest’anno, la Giunta comunale ha deciso l’erogazione, alla Associazione Lugo Land, di un contributo di 8.000 euro per realizzare una mostra dal titolo: “Vicolo Rocca ed altri luoghi” nella quale, grazie agli scatti del fotografo lughese Paolo Guerra, viene documentata l’esistenza e la vita delle donne nelle case di tolleranza che esistevano a Lugo, fino al 1958.


Una mostra che ancora oggi ed in un momento in cui la lotta per l’emancipazione della condizione della donna è tutt’altro che vinta, è apparsa a molti di dubbio gusto ed inopportuna, anche sotto il profilo della spesa, al punto da indurre Roberta Bravi, capogruppo consiliare di “per la Buona Politica”a dichiarare: “E’ inaudito che si sprechino così tanti soldi per una iniziativa che svilisce la figura della donna”.

La critica mossa al sindaco ed alla sua Giunta, dalla Associazione per la Buona Politica e dal suo gruppo consiliare, non è stata gradita dal sindaco Ranalli che, come suo solito, ha reagito in modo scomposto ricorrendo alle offese, l’unica e sola costante utilizzata da anni nel confronto con le minoranze.

Così i consiglieri comunali del gruppo per la Buona Politica sona stati classificati fascisti, conservatori della peggior specie, nemici della cultura, oltreché ridicoli.

Non solo, ma nel vano tentativo di girare una frittata oramai fatta, ha cercato di sostenere che le critiche alla mostra miravano anche a mettere in discussione l’operato e l’attività del fotografo lughese Paolo Guerra.

Niente di più falso!

La raccolta degli scatti del fotografo Paolo Guerra, costituisce un archivio inestimabile di istantanee riguardanti la vita lughese che nulla ha a che vedere con l’utilizzo che la Giunta ne ha voluto fare, in modo inopportuno ed assai discutibile, autorizzando nello specifico una mostra con gli scatti riguardanti la vita nei bordelli di Lugo.

Attribuire alla mostra in oggetto una valenza culturale, è un tentativo pretestuoso oltreché puerile, messo in atto per giustificarla.

Ci si interroghi, semmai, a proposito di questa dubbia iniziativa della Giunta, sul silenzio degli assessori in quota rosa, ben cinque, sui sette componenti che fanno parte della Giunta Ranalli: Veronica Valmori, Valentina Franzoni, Anna Giulia Gallegati, Lucia Poletti e Maria Pia Galletti.

Senza contare che fra le deleghe in capo all’assessore Anna Giulia Gallegati, figurano pure “le pari opportunità, anche se ci si chiede di cosa.

Venendo infine ad argomenti un po’ più prosaici, ma forse reali, chiediamoci se il contributo erogato alla associazione Lugo Land per allestire la mostra oggetto di critica, non sia piuttosto da annoverare fra i tanti impegni spesi in campagna elettorale dal sindaco Ranalli, per tornare sulla poltrona di primo cittadino.

Impegni e promesse in parte già onorate con il programma dei lavori pubblici del suo primo mandato (il restauro di piazza Savonarola ed il campo in sintetico a Madonna delle Stuoie ne sono alcuni noti esempi) ed altre che dovranno essere onorate.

Ranalli può anche offendere e dare del suo agli altri, considerato che il primo a comportarsi da fascista è proprio il sindaco ma, per quanto lo desideri, non potrà bloccare in alcun modo l’attività di informazione e di denuncia ai lughesi, svolta da per la Buona Politica circa la sua “gestione padronale” del Comune di Lugo.

Il secondo mandato del sindaco Ranalli terminerà nel 2024, ma poiché non potrà più essere rieletto, non ha “alcuna prudenza” da osservare nei suoi comportamenti e questo è diventato, purtroppo, il vero problema con cui tutta la comunità lughese si trova, oggi, a dovere fare i conti.

Roberto Drei

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