lunedì 11 maggio 2020

Far crescere l’economia con l’immigrazione

L’esempio del Canada 


Nel 2019 l’economia del Canada è cresciuta dell’1,7 per cento circa: un risultato rispettabile, considerato il generale rallentamento che ha colpito quasi tutti i principali paesi sviluppati, oltre a Cina ed India. Francia e Germania, per esempio, sono cresciute di circa lo 0,8 e lo 0,4 per cento, l’Italia soltanto dello 0,3.

Quello che sorprende è come la fonte di gran parte di questa crescita: l’immigrazione.

Per far crescere il PIL - tutti i beni e i servizi che si producono in un paese nel corso di un anno - ci sono essenzialmente due modi. Il primo è aumentare i macchinari con cui si produce e introdurre nuovi processi produttivi: un aumento “qualitativo”. Oppure un’economia può crescere anche per ragioni “quantitative”: nuove terre vengono messe a coltura, oppure iniziano a lavorare sempre più persone, generando flussi economici con l’acquisto di case, automobili, vestiti, ristorante, cinema.

Quello che è accaduto in Canada nel 2019 è che l’economia cresce soprattutto grazie al secondo fattore: l’aumento della popolazione. La forza lavoro è cresciuta nel 2019 del 2 per cento, ha raccontato il Wall Street Journal. Quest’aumento è dovuto in gran parte alla crescita della popolazione canadese, che a sua volta è per l’80 per cento frutto dell’immigrazione.

Il Canada è da tempo considerato uno dei paesi più aperti all’immigrazione e il suo sistema di integrazione è tra i più efficienti e dotati di risorse al mondo, mentre il multiculturalismo è inserito come valore fondamentale nella sua Costituzione. Il risultato è un costante afflusso di nuovi immigrati, un fenomeno che ha invertito il declino demografico e l’invecchiamento della popolazione che affligge gran parte dei paesi più sviluppati. A partire dagli anni Duemila, per esempio, la popolazione canadese è tornata a crescere dell’1 per cento annuo e negli ultimi tempi questa crescita ha accelerato.


Non ci sono ancora dati per il 2019, ma l’aumento dovrebbe essere stato ancora più consistente. Il Canada ha una popolazione di 38 milioni di persone e nel 2019 ha accolto 340 mila nuovi residenti. Secondo David Rosenberg, economista di un centro di ricerca di Toronto intervistato dal Wall Street Journal, “senza il boom dell’immigrazione, l’economia canadese sarebbe persa in questo momento”.

La crescita economica canadese dovuta all’immigrazione ha comunque alcune particolarità evidenti.

La prima è che si tratta di una crescita che deriva soprattutto dall’aumento dei fattori di produzione, in questo caso il numero dei lavoratori. L’economia cresce leggermente più in fretta della popolazione, mentre gli indicatori di benessere, come gli stipendi medi e il tasso di povertà, continuano a mostrare miglioramenti.

L’altro limite di questa crescita è la sua particolarità. Il Canada infatti è un paese unico per moltissimi motivi: è enorme e molto poco popolato (ha una densità di appena 3,9 abitanti per chilometro quadrato contro i duecento del nostro paese), e questo significa che i nuovi arrivati hanno un ampio territorio che possono sfruttare. Anche l’isolamento del Canada, che confina soltanto con gli Stati Uniti e con l’oceano, è altrettanto importante.

Il Canada può permettersi di selezionare gran parte degli immigrati sulla base degli interessi economici delle sue imprese e non ha mai dovuto affrontare improvvise crisi migratorie come si stanno vedendo per esempio in Europa.

Tutti questi fattori tipici hanno contribuito a tenere lontana l’immigrazione dal centro del dibattito politico. Fino a oggi l’accoglienza non è mai divenuta un tema di scontro come è stato in Italia o nei vicini Stati Uniti. In Canada non esistono partiti che utilizzano l’immigrazione come argomento per attaccare i governi in carica, i quali non hanno mai avuto la necessità di limitare gli accessi al paese, per evitare di perdere consenso.

È questa possibilità “politica” che fino a oggi ha permesso di tenere “aperte” le porte del paese e, di conseguenza, continuare a far crescere l’economia locale.

Tiziano Conti

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