mercoledì 22 luglio 2020

La lotta al caporalato

Approvata dalla Regione la risoluzione di Europa Verde 


La Commissione Politiche Economiche dell’Assemblea legislativa ha approvato all’unanimità, col voto dei partiti di maggioranza e di minoranza, la risoluzione di Europa Verde per contrastare il caporalato nelle campagne emiliano-romagnole.

 “Esprimo ovvia soddisfazione per l’approvazione all’unanimità della mia risoluzione, che impegna la Giunta regionale a definire un Patto per il Giusto Compenso al Lavoro Agricolo coinvolgendo le forze economiche e sociali dell’intera filiera agroalimentare – commenta soddisfatta Silvia Zamboni, Vice Presidente dell’Assemblea legislativa e Capogruppo di Europa Verde –. 

Per contrastare il fenomeno del caporalato nelle campagne le indagini della magistratura e dell’Ispettorato del Lavoro, pur fondamentali, da sole non bastano. Occorre fissare le regole alla base del giusto salario per i lavoratori e del giusto profitto per gli imprenditor per prosciugare il terreno di coltura del lavoro nero e del bracciantato sottopagato, funzionale a mantenere gli odierni dislivelli di forza contrattuale lungo la catena del valore del settore agricolo, dai produttori agli acquirenti finali”.

Per questo, la risoluzione impegna la Giunta da un lato a trovare una soluzione strutturale alla questione del  giusto compenso nell’ambito della Consulta agricola regionale, inserendovi l’Ispettorato del Lavoro e la rappresentanza dei produttori agricoli col metodo biologico, che oggi ne sono esclusi;  dall’altro a promuovere la costituzione delle sezioni territoriali della Rete del lavoro agricolo di qualità quali strumenti di prevenzione delle pratiche di caporalato, rafforzando al contempo i meccanismi premiali da riconoscere alle imprese agricole aderenti alla Rete e da inserire nei futuri bandi del Programma di Sviluppo Rurale per la concessione di contributi regionali.

In questo modo si potrà rendere il lavoro agricolo socialmente sostenibile e premiare i produttori onesti”, commenta la consigliera Zamboni. 

Infine, si chiede alla Giunta di valutare l’opportunità di istituire un marchio di certificazione per i prodotti “liberi dal caporalato”.


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