giovedì 16 luglio 2020

La nostra sicurezza torna allo Stato

L'interesse pubblico prevale su quello privato. "Vincono" i Cinque Stelle


C'è voluto tempo, probabilmente troppo per una decisione in verità scontata, necessaria.
 
Ma con attenuanti per questo tanto tempo.

Per correggere un errore del passato, affidare la sicurezza delle persone, delle vite a chi meno spende in sicurezza, più guadagna, durato troppo tempo e quindi non semplice da cambiare.

Per la verità allora fu un'ubriacatura filo americana, "modernista" della nostra sinistra.

Poi le tante questioni legali, le penali, il denaro da spendere o da incassare, tema che non è mai di poco conto.

Ma finalmente ci si è arrivati, ok, hanno pensato molto, ma hanno pensato bene.

L'applicazione della sicurezza è ovviamente questione tecnica, ma a chi affidarla è un rilevante tema politico.

Non possono essere tecnici i cui datori di lavoro ordinano di fare poco, spendere poco, perchè ne va dei loro profitti, a decidere il cosa debbano far fare.

I tecnici pubblici, servitori dello Stato, sono a reddito fisso (o quasi, a parte la misurazione della loro produttività), il loro mandato è assicurare che nessuno si faccia male, più sicurezza ci fa ovviamente solo bene!

Ci sarà da garantire ovviamente che non ci siano sprechi ma la perfezione non esiste nelle cose umane, meglio il rischio di un passo in più che quello di un passo in meno, la pensavano così anche i familiari delle vittime, ovviamente!

E vince la democrazia, le strade sono nostre, si fanno con i nostri soldi, se cade un ponte della Società Autostrade cosa possiamo fare? Se cade un ponte dello Stato votiamo e li cacciamo!


Arrigo Antonellini 

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