venerdì 17 luglio 2020

Riutilizziamo

Parliamo di riutilizzo.....e con veri esperti!
di Lucia Baldini

All’inizio dell’anno scolastico 1999-2000 mi ritrovai fra le mani un libro, La seconda vita delle cose, percorsi di educazione ambientale, Erickson, con contributi di tutto rispetto, Andrea Canevaro, Angelo Errani, Adria Monti, Roberta Buselli, Riccardo Merlo, Roberto Papetti, Norberto Musmeci, Marilena Muratori.

Vaste le tematiche affrontate, Le cose, Dai rifiuti l’energia del futuro, Ambiente-bambino, I rifiuti: una finestra aperta sul passato, Sui mucchi, Il pane non si butta. Eravamo nell’epoca dell’usa e getta, non era semplice insegnare i fondamenti delle tre parole magiche da opporre alla R di rifiuti, Riutilizzare, Riciclare, Ridurre. Eppure piano piano nei ragazzi e nelle famiglie si è fatto spazio il bisogno di favorire lo sviluppo sostenibile, ridurre lo spreco, far vivere una nuova vita agli oggetti, proprio come dice la prefazione del libro, a cura di Andrea Mengozzi, Assessore all’Ambiente della Provincia di Ravenna e di Renato Cocchi, Assessore al Territorio, Programmazione, all’Ambiente della Regione Emilia Romagna: “Molti degli oggetti dei quali decidiamo di disfarci, quando hanno finito la loro prima vita possono averne un’altra, ancora più importante perché consente il risparmio di risorse naturali.”.

E nella prefazione Edo Ronchi, allora Ministro dell’Ambiente e Carla Rocchi, in quegli anni Sottosegretario di Stato alla Pubblica Istruzione, aggiungono: “Usare, scartare, accettare sono modi del vivere e non valgono solo nei confronti delle cose. Siamo di fronte a un esempio di educazione, o meglio di educazioni, che comprendono certamente quella civica ma che vanno oltre”

Perché questa premessa?

Perché a Lugo, in  via Filippo Corridoni, questa lezione da teorica era già diventata pratica. Il 28 febbraio 1998 infatti Loris ed Erica aprivano un Mercatino, il primo in assoluto a Lugo, diventato poi Mercantino, poi Associazione Riutilizziamo. Il fatto poi che abbiano un banner in questo giornale chiarisce già da solo il valore dei loro obiettivi, un servizio alla comunità e all’ambiente, un impegno per evitare lo spreco, un’attività mirata a uno stile di consumo più riflessivo ed ecologico, una filosofia di shopping ecosostenibile per ridurre i rifiuti.

Rivendere le cose che non servono più, guadagnare qualcosa, spendere il giusto, con un occhio costante, grazie a dei professionisti, alla qualità dei prodotti.

Basta entrare per rendersi conto della vastità dell’offerta, per aggiudicarsi, addirittura gratuitamente e con un minimo di spesa, capi d’abbigliamento, libri, oggettistica. La tessera è simbolica, un euro l’anno, e gli associati nel giro di 4 anni sono diventati 4068.

Le valutazioni a domicilio sono gratis e senza impegno e si svolgono con un ampio raggio d’azione.

Erica e Loris, i legali rappresentanti,  hanno guardato e guardano avanti, perché la loro attività ha una unicità e un impatto di una completezza davvero speciale, specialmente ora: offrire agli oggetti una seconda opportunità è più importante che mai per una ripresa ottimale e gratificante.

Il logo che compare nel giornale, opera di Loris, è molto significativo, in rosso, l’alt del semaforo, l’invito a non buttare, in verde, la riflessione sulla potenzialità del riutilizzo, il tutto in un contesto cromatico che fa riferimento alla nostra Italia, che ripartirà anche grazie alle attività di questo tipo

E se siete arrivati eroicamente fin qui, meritate un paio di curiosità avvenute qui, in via Corridoni, garantite e certificate da Erica e Loris. Una signora ha portato da mettere in vendita la propria biancheria intima, seppure ben lavata,ma assolutamente non proponibile, e per ben due volte, due, me lo sono fatta ripetere, è stata richiesta una bara, sì, avete letto bene, una bara di seconda mano. Il mondo è bello perché è vario.

D’accordo, riutilizziamo, ma tenendo presente il concetto di limite. Anche la seconda vita ha una sua dignità! 



Evidentemente, come leggete qui, c'è dell'altro. Lo scopriremo andando in via Corridoni 27. Riutilizzare per ripartire: un'altra R che deve segnare la nostra quotidianità.

Lucia Baldini


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