venerdì 4 settembre 2020

Cento anni fa la prima de "L'aviatore Dro"

 Con il Rossini oggi al buio


Cento anni fa, la sera del 4 settembre 1920, andava in scena per la prima volta al Teatro Rossini di Lugo “L'Aviatore Dro”, opera futurista del compositore lughese Francesco Balilla Pratella.

Imponenti furono i preparativi e grandi le aspettative. Come si può leggere dalle colonne dei giornali dell’epoca, nella prima serata il teatro era praticamente esaurito: erano presenti molti forestieri, tra questi Filippo Tommaso Marinetti, numerosi critici e un folto gruppo di giornalisti rappresentanti le principali testate nazionali, ma anche tanti lughesi e spettatori provenienti dalle città vicine.

L’orchestra, composta da 60 professori, era diretta dal maestro Pasquale la Rotella; il tenore Nino Piccaluga sostenne la parte di Dro, il soprano Augusta Concato quella di Ciadi, mentre il baritono Luigi Piazzi interpretò Rono. Direttore dei cori, composti da 60 elementi, era Cesare Martuzzi, nativo di Alfonsine e sul palcoscenico era presente anche un corpo ballo. Le scene furono ideate dal pittore lughese Esodo Pratelli, cugino di Francesco Balilla Pratella, ed eseguite dal professor Galli di Milano, dove furono realizzati anche i costumi. L’impresa Giordani di Bologna si accollò l’onere dell’opera, con un sostanzioso contributo ricevuto dall'Amministrazione Comunale di Lugo.

Nel complesso la stagione fu un vero trionfo; il grandissimo successo di pubblico portò l’impresario ad aggiungere tre serate alle 11 previste: l’ultima recita si svolse il 26 settembre 1920. Cento anni dopo quell’ultima recita, sabato 26 settembre prossimo alle 11, verrà inaugurata nella biblioteca “Fabrizio Trisi” di Lugo una mostra proprio su “L’Aviatore Dro”. Per l’occasione saranno esposte lettere, manoscritti, spartiti autografi, bozzetti scenografici e altri materiali documentari conservati nel Fondo Pratella della Trisi, alla Fondazione Conti di Fiesole (Fi) e presso privati.

L’Opera di Pratella ha avuto una seconda rappresentazione scenica al Teatro Rossini nel 1996, l’allora direttore di produzione era il lughese Antonio Taglioni, direttore dell'orchestra Giannandrea Gavazzeni, con scene, costumi e regia di Sylvano Bussotti.

Un compleanno che cade in un momento buio, lungo, molto lungo, del nostro teatro.

ana



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