venerdì 11 settembre 2020

La Pneumologia dell’Ospedale di Lugo trasferita a Ravenna

 Perché non comunicarlo?

di Silvano Verlicchi

Il servizio di pneumologia dell’Ospedale di Lugo – un vero Reparto ben organizzato, con dotazione di personale e 16 posti letto ordinari autorizzati alla data 01.01.2020 –è stato trasferito su disposizione della Direzione Sanitaria all’Ospedale di Ravenna a inizio febbraio 2020, ben prima che esplodesse l’emergenza Covid, come emerso da informazioni provenienti da addetti dello stesso reparto. 


Durante le varie fasi succedutesi, alcuni posti letto di pneumologia sono stati individuati prioritariamente per essere destinati a terapie semintensive direttamente collegati alla pandemia. La Regione Emilia Romagna ha provveduto a stilare il Piano di riorganizzazione Assistenza Ospedaliera, secondo le indicazioni del Ministero della Salute, e ha individuato, nell’Ospedale di Lugo, 6 posti letto della pneumologia da riservare alla semintensiva Covid, per accogliere pazienti con sintomatologia o per cure in attesa di guarigione.

Non risulta che le necessità di cura per gli altri pazienti di questa specializzazione, attualmente, vengano assicurate con tempestività all’Ospedale di Lugo!

Il tutto è avvenuto d’intesa col potere politico locale, senza particolari annunci da parte dell’Amministrazione Comunale , tenendo all’oscuro i gruppi e i movimenti politici presenti nel consiglio comunale di Lugo.

Le conseguenze negative di questa operazione sono descritte con estrema puntualità e chiarezza nella testimonianza resa da un cittadino-contribuente di Massa Lombarda, pubblicata in data 8 settembre sul Carlino Ravenna.

È inammissibile che cittadini bisognosi di cura e assistenza siano costretti a costose trasferte e ad attendere mesi e mesi per ottenere una visita o un esame diagnostico.

Non ci stancheremo mai abbastanza di denunciare alla pubblica opinione le responsabilità morali e politiche delle varie compagini governative, di ogni colore o appartenenza, che si sono avvicendate alla guida del Paese in questi ultimi 25 anni.

Il sistema sanitario italiano è stato ridotto allo stremo dai tagli lineari e no.

I risultati sono sotto gli occhi di chi vuol vedere.

Occorre mettere mano a tutta l’organizzazione sanitaria, a partire da quella locale, regionale, nazionale.

Superata pienamente la fase emergenziale della pandemia Covid, l’Ospedale di Lugo dovrà recuperare il proprio ruolo e la piena funzionalità: dovranno essere riallocate tutte le specialistiche medico-chirurgiche e di diagnosi e cura in costanza di ricovero, trasferite a suo tempo a Ravenna e Faenza; le Case della Salute a Voltana e Lugo città, vanno implementate e consolidate, come pure va rafforzata e potenziata la medicina territoriale di base, provvedendo all’immediata sostituzione dei medici di medicina generale che sono andati o andranno in pensione ,che nel triennio 2020-2022 sono ben 9 a Lugo e sue frazioni.

La sanità ha bisogno di essere riorganizzata mettendo al primo posto la centralità del cittadino e i suoi bisogni di salute e cura che vanno soddisfatti in modo appropriato, sicuro e tempestivo.

La sanità che vogliamo ha bisogno di un piano di rilancio che contempli investimenti significativi nelle strutture, nel personale, nella formazione, nella ricerca, anche per ridurre, se non azzerare, il gap esistente tra le differenti regioni italiane e con gli altri Paesi europei. L’occasione è, in queste settimane, con la definizione (da parte del Governo) dei progetti del Recovery Fund. E con l’auspicabile via libera del Governo al Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) che in questa fase storica può finanziare solo spese nel settore della Sanità.

Perla Buona Politica il consigliere Silvano Verlicchi


Stampa questo articolo

Nessun commento:

Posta un commento