sabato 26 settembre 2020

Non possono mancare i medici di base

Si faccia intanto lavorare tutti quelli che vogliono farlo ancora

La consapevolezza sempre più radicata nella comunità del Partito Democratico lughese è la necessità di rivedere gli schemi sui quali fino ad oggi è stata basata la medicina di base e di prossimità, mettendo mano al sistema delle convenzioni con i medici di medicina generale e più in generale progettando la futura organizzazione della medicina territoriale.

Nel corso del 2020, spiegano i Democratici, a seguito dei drammatici eventi correlati alla pandemia da Coronavirus, tra i pochissimi spunti di insegnamento di cui far tesoro, si ritrovano indubbiamente l’importanza e la centralità di una Sanità pubblica e della sua capacità di essere capillare sul territorio. 

Si è infatti riscontrato come sistemi integrati ed all’avanguardia come quello lombardo, orientati però prevalentemente all’ospedalizzazione dell’assistito, siano risultati meno efficaci nella guerra di resistenza al Covid-19. Ecco allora che dobbiamo ripartire dalla salute, non solo come diritto fondamentale dell’individuo, ma come patrimonio dell’intera collettività. Il PD di Lugo ha elaborato un documento, frutto di incontri con professionalità e varie realtà del territorio che ha l’obiettivo di evidenziare la necessità di rilanciare il sistema di medicina territoriale, sollecitando anche gli organi competenti (Ministero e Regione) perché si costruiscano nuove soluzioni riguardo alle numerose criticità della medicina generale, indotta da un’inadeguata programmazione dell’Ausl e dello schema delle convenzioni su cui la stessa si fonda.

L’impianto delle proposte fatte disegna nuove risposte alla necessità di capillarità: potenziando la medicina domiciliare anche con l’ausilio di professionalità infermieristiche, sviluppando i progetti di casa della salute o di hub di medicina territoriale, realizzando diversi punti all’interno del comune dove poter erogare non solo prestazioni di medicina primaria ma anche assistenza per le malattie croniche oltre che effettuare esami diagnostici di primo livello e prestazioni infermieristiche. Occorre inoltre potenziare l’utilizzo di mezzi digitali per rendere più snelli i processi per gli operatori e più veloci i servizi per il cittadino.

“La qualità del servizio non dipende solo dal livello della prestazione medica ma anche dalla sua capillarità”-afferma il Segretario del PD di Lugo Gianmarco Rossato- ‘’per questo occorre rilanciare come elemento fondamentale delle politiche sanitarie, ospedaliere e territoriali, l’elemento della capillarità, specialmente per le prestazioni di medicina primaria. È chiaro che la risposta alla necessità di qualità in prossimità non potrà più negli anni futuri essere la medesima, serve quindi ripensare ad un nuovo modello di medicina del territorio che oltre ad offrire prestazioni di qualità sia attrattiva per i Medici e sostenibile nel contesto in cui siamo’’

“Oggi molti distretti periferici e piccole comunità di campagna della Bassa Romagna, si trovano di fronte ad una condizione di criticità a causa della perdita di un essenziale servizio di prossimità, quale la presenza del medico di medicina generale. A pagarne il prezzo più caro sono le persone deboli, gli anziani e tutti coloro che hanno bisogno di ricevere assistenza medica” rincara il consigliere Pagani.

La vicenda umana che stiamo vivendo oggi deve farci riflettere sugli errori commessi, per invertire la rotta che negli ultimi 20 anni ha utilizzato come bussola di riferimento i tagli orizzontali alla spesa per le politiche sanitarie.

Al centro del progetto di rinnovamento, sostengono sempre dal Partito Democratico, deve esserci una rinnovata condizione di equilibrio tra l’essenziale necessità di soddisfare i bisogni degli assistiti e la rinnovata centralità della professione medica, ulteriormente potenziata dall’assistenza di una adeguata struttura infermieristica e da una opportuna disponibilità strumentale.

“La medicina di base e la sua capillarità sul territorio hanno un ruolo essenziale nella vita della collettività e questa deve essere la consapevolezza del cittadino, ma anche e soprattutto di chi questa funzione la svolge in prima persona, ovvero degli stessi medici, che devono essere costantemente formati e sollecitati a svolgere la loro funzione primaria di valutazione clinica”, concludono Rossato e Pagani.

Il PD di Lugo insieme al Circolo del PD di Voltana organizzerà per il 15 di ottobre un’iniziativa pubblica sul tema della medicina del territorio con l’assessore alla sanità regionale Raffaele Donini.


Stampa questo articolo

Nessun commento:

Posta un commento