martedì 27 ottobre 2020

Lo stop alle 18

Misure inutilmente dannose per l’economia


Le misure in vigore da ieri lunedì 26 ottobre, come risposta del governo per mettere un freno al progredire della pandemia, sono ingiustificatamente penalizzanti di una serie di categorie economiche e si rileveranno inefficaci”, è quanto sostiene il Presidente di Confcommercio Ascom Lugo Fausto Mazzotti.


Si dispone una chiusura totale per attività ove il rispetto dei protocolli anti Covid era ampiamente collaudato e lo scaglionamento fra gli utenti in entrata ed uscita garantito.

La fissazione alle 18 della chiusura dei locali pubblici, bar, ristoranti e pasticcerie e gelaterie è un provvedimento che per alcuni comporterà la conseguente, non evitabile, decisione di chiudere del tutto.

I ristoranti avevano appena riconfigurato il locale in ragione dei contenuti del precedente DPCM e ora dovrebbero riconvertirsi tutti per il solo, per molti improbabile o impossibile, servizio di mezzogiorno.”

Certo, nei limiti del possibile, - prosegue Mazzotti - si potrà puntare sulla ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 24 la ristorazione con asporto”.

Per il Presidente di Confcommercio occorre, in ogni caso, “che arrivino prontamente i ristori economici per le categorie economiche penalizzate da queste misure ingiustificatamente ed inutilmente restrittive dell’attività economica, causate dall’incapacità del non aver saputo agire in modo mirato su specifiche e note situazioni che coi pubblici esercizi non hanno nulla a che fare”.

Al Presidente Mazzotti si aggiunge il Direttore di Confcommercio Luca Massaccesi, per il quale “si doveva puntare, sin dalle settimane scorse, su misure più concentrate sull’aspetto della responsabilità individuale delle persone e sulla ri-fasatura dei tempi di vita delle città, incentivando sia la formazione a distanza nelle scuole sia il lavoro agile, per allentare la pressione sul sistema dei trasporti nelle ore di punta e tenere così sotto controllo l’andamento del contagio”.

Altro aspetto – conclude Massaccesi – è che questa è una misura che spara nel mucchio, che non tiene conto di un andamento epidemiologico più favorevole di un territorio rispetto agli altri – e per la Bassa Romagna è certamente così - con buona pace per le misure “mirate” di cui finora si è sempre solo favoleggiato; quindi, Signori Sindaci della Bassa Romagna se ci siete battete un colpo insieme a noi”.


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