giovedì 8 ottobre 2020

Riscoprire il valore della fiducia per sviluppare positivamente la convivenza sociale

 Di  Tiziano Conti




Riscoprire il valore della fiducia per sviluppare positivamente la convivenza sociale

La storia ci insegna che nei regimi, nelle società poco trasparenti, la verità è imposta da chi detiene il potere e metterla in dubbio è sempre stato molto rischioso.

Il concetto moderno di democrazia si è sviluppato proprio sulla capacità dello Stato di garantire un “clima generale” che fosse oggetto di condivisione e di possibile verifica, cioè il più possibile “oggettivo”.

Uno degli elementi che distingue una società democratica, aperta, da una che non lo è, è proprio la pluralità dell’informazione e la possibilità di controllo sulla raccolta pubblica dei dati, l’uso della scienza come terreno verificabile di produzione di oggettività condivisa.

Questo fa sì che in una società libera la fiducia verso le Istituzioni sia potenzialmente molto più alta e maggiore l’autorevolezza potenziale dei leader: il motore più potente è la fiducia e non la paura.

Nella storia dell’evoluzione un salto fondamentale c’è stato quando si sono create le condizioni per la fiducia reciproca: da qui l’andare a caccia in gruppo nella preistoria, la nascita dell’agricoltura e dei primi villaggi, le prime società e lo sviluppo della cultura. La nascita delle società commerciali, che ha portato alle democrazie moderne, è stata resa possibile da regole che hanno garantito la fiducia reciproca e sanzioni chiare per chi trasgrediva.

Questo vale anche per le persone: gli studi psicologici sull’infanzia ci dicono che un clima familiare sereno - non perfetto ma capace di gestire positivamente le tensioni ed i conflitti - crea una base di fiducia nel bambino, verso se stesso, i suoi genitori (o chi se ne prende cura) e verso la vita in genere.

Questa “capacità di fiducia” è la base della capacità collettiva, in questo periodo di pandemia, di gestire i comportamenti sociali sviluppata in Italia, di cui tanto si parla positivamente in molti paesi del mondo. La fiducia è la risposta psicologica e sociale a questa condizione. Del resto la società, l’economia, i rapporti interpersonali, la stessa salute, si basano sulla possibilità di avere fiducia.

Per fare un esempio attuale, se durante la pandemia non possiamo fidarci delle fonti pubbliche o queste fonti sono troppo confuse saremo portati a non seguire le indicazioni. Molti leader politici, pure all’interno di sistemi democratici come Stati Uniti, Gran Bretagna, Brasile, hanno adottato strategie che prevedono la messa in dubbio di elementi di oggettività condivisa in misura mai vista prima, per quantità e radicalità.

E la realtà dei social dà a questa strategia una cassa di risonanza mai esistita prima, quando le notizie viaggiavano su una informazione professionale. Questa è una grande minaccia non solo alla democrazia ma anche alla convivenza sociale e al benessere collettivo. È sintomatico che proprio negli USA, di fronte alla pandemia, molti abbiano acquistato armi da fuoco, la violenza sia cresciuta e così il disagio psicologico (depressione dall’8,5% al 27,8% della popolazione).

È necessario che tutti capiscano che la fiducia è un ingrediente prezioso che deve essere preservato, che è la base di ogni accordo ma anche di ogni conflitto non distruttivo: possiamo discutere e confrontarci solo se c’è un terreno comune su cui poterlo fare.

Tiziano Conti


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