martedì 10 novembre 2020

I Verdi chiedono alla Regione di incrementare l’assistenza domiciliare

Per alleggerire la pressione sui pronto soccorso e gli ospedali  

Il Gruppo Europa Verde dell'Emilia-Romagna ha presentato un’interrogazione per chiedere alla Giunta quale sia il numero delle U.S.C.A (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) già attivate ed operative in Emilia-Romagna, e se, alla luce dell’incremento del contagio, non ritenga utile aumentare il numero delle U.S.C.A al fine di garantire l'assistenza domiciliare dei malati di COVID-19, in un'ottica di rafforzamento della medicina del territorio che ha dimostrato di essere un baluardo strategico per contrastare l’epidemia.


Istituite da un decreto del Governo del 9 marzo 2020, le U.S.C.A risultavano essere 81 in Emilia-Romagna durante la scorsa primavera, ossia nella fase più acuta dell’emergenza COVID-19. Successivamente, nel corso dell’estate, sulla base dell’evolversi della situazione sanitaria che vedeva una progressiva riduzione del numero dei casi di COVID 19 positivi, il numero delle USCA attive risultava diminuito e pari, a inizio agosto, a complessive 57 unità; mentre oggi, da un articolo del Corriere della Sera pubblicato nella rubrica DataRoom a cura di Milena Gabanelli, risulta una copertura del 91% rispetto alla dotazione prescritta dal succitato decreto.

"L’emergenza sanitaria pandemica in corso ha evidenziato la strategicità dell’assistenza sanitaria territoriale e ha imposto come prioritaria la necessità di rafforzare la rete dell’assistenza domiciliare" - affermano Silvia Zamboni, Capogruppo di Europa Verde e Vicepresidente dell'Assemblea legislativa regionale, e Paolo Galletti, Co-portavoce di Europa Verde/Verdi Emilia-Romagna. "In particolare, le USCA si sono rivelate, insieme agli Hotel Covid, uno strumento prezioso e capillare per la cura e l’assistenza dei malati Covid-19 e per contrastare la diffusione del virus, permettendo al contempo di alleggerire la pressione sulle strutture ospedaliere sia nei reparti di pronto soccorso sia nei reparti di degenza, salvaguardando così lo svolgimento delle normali funzioni di diagnosi e di cura non legate al COVID-19. 

Con l’incremento del numero dei nuovi contagi (2360 in data 8 novembre) e l'aggravarsi della situazione negli ospedali della regione - concludono Zamboni e Galletti - facciamo quindi appello alla Giunta e all'Assessorato alla Sanità affinché valutino l'opportunità di aumentare il numero delle USCA e degli Hotel Covid sul territorio regionale con la finalità di assistere e curare con maggior rapidità ed efficacia i pazienti e di ridurre al contempo il ricorso ai pronto soccorso e la pressione sui reparti di degenza ospedalieri destinati alle cure non-Covid". 


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