martedì 17 novembre 2020

Il Bambino e il mundial

Di Roberto Cumali 

Sono a casa e non lavoro , fuori c'è una situazione critica , cerco di alleggerire i pensieri col social , ma trovo solo rabbia , ipocrisia e odio.

ricordo tempo fa , un altra Italia sempre con tensioni e divisioni anche se diverse , senza alcuna tecnologia

che nel corso di un estata calda ad unirla , che piaccia oppure no , fu semplicemente un pallone

IL BAMBINO E IL MUNDIAL

11luglio 1982

Avevo passato il pomeriggio di quel giorno da ricordare nel mio cortile mangiando la pizza al pomodoro del forno della via , i gelati che ti macchiavano la lingua di blu e bevendo succhi di frutta billy , mentre aspettavo sera che sapevo che c’era la partita di calcio : la finale del campionato mondiale in Spagna .

Cominciai a seguire la squadra di Paolo Rossi dall’incontro con l’Argentina , quando nel pomeriggio i miei fratelli e i, loro amici mi vietarono la visione di Braccobaldo e Svicolone per il mundial ; sentivo i loro discorsi . dicevano che contro i campioni del mondo non avremo vinto , che loro avevano Maradona che è molto giovane e molto bravo , io mi ricordavo di Maradona , avevo fatto la raccolta delle figurine e lui aveva un ‘espressione un po' arrabbiata e capelli lunghi e ricci , nel mucchio delle doppie ci pisciò sopra Cico , il cane pechinese di mia sorella , stavo per tornarmene a giocare che segnò Tardelli e tutti esultarono abbracciandosi e la cosa mi piacque così decisi di seguire la partita , in quel giorno nacque la passione per il calcio .

Beh della partita col Brasile è stato detto di tutto , Paolo Rossi diventò il mio idolo assieme a Terence Hill e l’uomo ragno , l’aria che si respirava in quei giorni di quell’estate era di un euforia improvvisa , i grandi non parlarono più di stragi , brigate rosse e mafia , i loro discorsi erano tutti su questa incredibile nazionale che aveva battuto forse uno dei Brasili più forti di sempre , quello di Zico e Falcao ed io tra un ciliegia e un albicocca , ascoltavo le loro opinioni e le confrontavo con quelle del guerin sportivo .

Io poi , non ero preoccupato per la partita contro la Polonia , sapevo che ci avrebbe pensato Pablito , anche se mia nonna diceva che avrebbero potuto favorire gli avversari per fare un piacere al Papa

Ed ecco il giorno della finale contro la Germania ovest , avevo appena finito una partita tra tutti i bambini della vicinato nella quale tutti più o meno imitavamo il goleador , la sera stava per baciare uno dei più bei giorni che gli italiani ricordino , non avevo voglia di farmi il bagno , vedevo già i grandi arrivare per seguirla a casa mia , il Bernabeu di Lugo di Romagna , c’era anche un pugile di mio babbo con la moglie tedesca .

Mi sorella mi convinse a lavarmi e poi di corsa scesi e trovai il mio spazio nell’angolo destro , quello degli esperti di pallone , quello di Marco , il fratello più grande .

Nando Martellini cominciò ad elencare le formazioni e subito dopo , cominciò la partita .

gli italiani magari non sanno le tabelline ma quella formazione... : Zoff , Gentile , Cabrini....

Ciccio Graziani si infortunò ad una spalla presto e fu sostituito da Altobelli , non pareva una bella partita , i grandi commentavano “ l’è za tròp che segna arriv se na lè “ la Germania era tosta , copriva bene ogni spazio del campo , non era forte come il Brasile ma era molto , molto più organizzata , ci diedero u rigore , lo tirò Cabrini subito dopo un lancio di una specie di fumogeno , lo calciò malamente fuori , imparai parolacce nuove che non avevo mai sentito , nemmeno dai pugili in palestra .

Alla fine del primo tempo , ovviamente c’era tensione , mai io sapevo che doveva finire bene , dopotutto sono un bambino di otto anni che si sta divertendo tanto a seguire la squadra di Bearzot e lo desideravo tanto che finisse bene , feci due sgommate in bici con Pogo e poi cominciò il secondo tempo , quello più bello .

Non passò molto molto prima che Paolo Rossi anticipò i difensori tedeschi incornando il gol dell’uno a zero , fu una liberazione per tutti i grandi , qualcuno cominciava a non crederci ,

ma come si fa? , io lo sapevo che prima o poi Rossi segnava , poi sono solo un bambino .

Dopo furono emozioni dopo emozioni , mi si stamparono nella mente: l’esultanza di Tardelli e quella di un vecchietto in tribuna d’onore che aveva attorno tutta gente vestita bene e che lui faceva ampi gesti come per dire che ormai ce l’avevamo fatta , mamma mi disse che era il presidente della repubblica , id io pensai che fosse davvero simpatico

Ecco gli italiano sanno qualcosa , sanno almeno una canzone di Gianni Morandi e il risultato di quella partita , i miei fratelli partirono con i motorini senza il casco , io salii in macchina con mio zio e mi ritrovai in una Lugo colorata dove tutti facevano un gran casino e cantavano senza paura dei vigili .

Fu un semplice giorno d’estate , nella quale si giocò una partita di calcio , dove dei bambini giovarono nei cortili , dove dei pugili si allenarono , dove mamma faceva da mangiare per tutti , , dove mia sorella mi cacciava dentro alla vasca da bagno , dove i cani pisciarono sulle figurine , dove i giovani sfrecciarono coi motorini Piaggio per il paese , dove le lucciole illuminarono gli angoli bui dei prati , , dove c’erano sempre delle albicocche e qualche persona che ti offriva un gelato .

Un semplice giorno di quasi quarant’anni fa , che io ricordo per sentirmi ancora così

, per sapere che , anche se adesso poi sono grande ,

io lo so ancora

che finirà bene.

Roberto Cumali 


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