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mercoledì 17 febbraio 2021

Oggi è san Grugnone

Inizia la Quaresima...

Periodo duro, di rinunce, di sacrifici, molto sentito dai nostri antenati che sulla Quaresima hanno realizzato tanti proverbi e tanti modi di dire.

Anche al giorno d'oggi viviamo momenti difficili, ansia per le varianti covid, problemi economici, disagi sociali e allora ben venga uno sguardo al passato, per trarne conforto e saggezza.

Cominciamo col cibo, oggi in dimensione ridotta: chi dzona tot' la Quaresma infena a e' sabat sant, quand l'ariva al Pasqua l'à pers e' fianc, chi digiuna tutta la Quaresima fino al sabato santo, quando arriva a Pasqua ha perso il fianco, cioè è dimagrito.

San Grugnòn un n'e' pò vdè anson, San Grugnone non lo può vedere nessuno, è antipatico a tutti. Il nome Grugnone forse viene dalla zona di Conselice, e fa riferimento alla faccia contrariata di chi ha il muso, il grugno, dopo che ha festeggiato ballando, mascherandosi e mangiando a carnevale. Il mercoledì delle Ceneri è occasione di festa dal 1919 a Conselice, in un'ottica di accoglienza pagana di saluto grato ai giorni trascorsi e di accoglienza alle ristrettezze in arrivo.

Mercoledì 26 febbraio 2020 i festeggiamenti però non hanno avuto luogo, in ottemperanza all'ordinanza regionale che disponeva le misure di contrasto alla diffusione del coronavirus, e ovviamente anche oggi nessuna traccia di allegria, anzi.... 

Quaranta giorni sono lunghi, dice la saggezza popolare, e non è facile arrivare alla fine osservando tutti i precetti: E' piò cativ da scurghè l'è la coda, anche perchè di solito le temperature sono basse e "l'invarnèda" prima di Pasqua, com'è successo nel 2020, ci presenta gli ultimi colpi di coda dell'inverno.

E' scomparso il foraverd, l'usanza per cui per 40 giorni si teneva in tasca una foglia verde, di bosso o alloro, e incontrando qualcuno si doveva mostrarla, se così interrogati: Fora verd!

La risposta era: Mett fura e' tu , che e' mi u n'perd!, metti fuori il tuo, che il mio non perde, cioè il mio percorso verso la primavera, il risveglio della natura, non si arresta.

Ed è anche scomparsa la pignataza, il gioco che si faceva la prima domenica di Quaresima Villa Prati di Bagnacavallo, Occhi bendati, un bastone in mano per rompere "una pignatta posta in terra", e se qualcuno ci riesce  ".....si dice che quello ha sepelito il Carnevale e si finiscono li divertimenti" (Tradizioni popolari nella Romagna dell'Ottocento, a cura di Brunella Garavini, editrice La Mandragora, pag 55)

E oggi, un sorriso al pensiero di san Grugnone, una realizzazione tutta romagnola, con la riflessione che ormai è un anno che il Mostro è fra noi, ma senza dimenticare che stiamo vivendo un invito alla conversione, come scrive don Carlo Sartoni nel bollettino parrocchiale, per mezzo di tre pratiche penitenziali,molto care alla tradizione biblica e cristiana, la preghiera, il digiuno, l'elemosina. 

Lucia  Baldini


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