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lunedì 22 marzo 2021

Il giuramento di Ippocrate

.....con diligenza, perizia e prudenza e secondo equità, osservando le norme deontologiche che regolano l'esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione.

 Qualche mattina fa, mi dedico alle telefonate per conto dell'Auser. Pronto, sig. T., come sta? La notte è stata brutta, ho 38 e mezzo. Chi è il suo medico? è la dottoressa XY, ha detto che viene. Bene, la richiamo più tardi, coraggio. Ha ancora i numeri che le ho dato, per i farmaci e la spesa a domicilio? - Me li rilegge, a fatica.

Viene a casa? rifletto, ripenso a quello che ho sentito in questi  ultimi mesi. Il mio non risponde neppure, mi dice qualcuno, il mio mi guarda a malapena da sopra la mascherina, dice un altro, e tutti i pensionamenti...e i balletti dei sostituti: alla mia età il dialogo è una lenta e sconfortata litania monotematica.

Dopo qualche ora richiamo. La dottoressa ha eseguito la visita domiciliare, ha lasciato una prescrizione, stasera richiamerà. Un amico del sig.T. è già andato in farmacia, la voce è più tranquilla e sicura.

Una visita domiciliare accurata, ancora una professionalità che non si è lasciata incrinare da un anno di pandemia, in un momento in cui a volte, nonostante l'indubbia buona volontà,a causa dell'emergenza sanitaria, non c'è neanche un ascolto telefonico adeguato,a quanto sento, oppure è frettoloso e privo di empatia (a me però tutto questo non è mai capitato). Brava, dott. XY.

E per me, la mattina dopo, un grande regalo, una risposta di uno spessore commovente: sto meglio, grazie, piuttosto lei come sta?

Dedicato ad Arrigo, 14 anni fa, di questi tempi, mi disse: Voglio un giornale che pensa positivo.

Oggi questo aggettivo ha assunto un significato pessimo, ma il pensiero che ha dato vita a questa testata, ora in transizione, è fertile e vivo. Grazie dalla tua vice. E grazie alla dottoressa. E a chi ha inventato l'Auser. E a Ippocrate.


  


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