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giovedì 18 marzo 2021

Valentina e le sue rose (parte seconda)

I tempi e i nomi delle rose

di Valentina Bordini


 Battezzare ufficialmente una nuova rosa, cioè ottenere quel segno che significa Registrato, non è burocraticamente semplice nè tanto meno a buon mercato. Per essere sicura di riportare informazioni esatte, ho intervistato il mio amico ibridatore Marc Alberici. Mi ha riferito che esistono due step possibili: la registrazione e il brevetto.

Per la registrazione, occorre recarsi presso qualsiasi sede della Camera di Commercio, che si occuperà di trasmettere in via telematica la domanda di registrazione all'ufficio Marchi e Brevetti di competenza.


Per evitare di recarsi di persona alla Camera di Commercio di competenza, si può portare  atermine questa operazione anche on line, creando un accesso all'apposita piattaforma, assicurandosi però di essere in possesso della firma digitale del titolare della richiesta di registrazione, necessaria per inviare i moduli. L'operazione non è facile per un privato.

La tassa per la domanda di registrazione è di 300 euro.In questo modo si protegge SOLO IL NOME, significa che chiunque può moltiplicare la varietà dandole un altro nome.

I brevetti sulle novità vegetali che proteggono nome e pianta, sono invece una "nebulosa di articoli -dice Marc Alberici-, il tutto va a una commissione europea e inoltre si pagano cifre esorbitanti, si parla di migliaia di euro all'anno.


 

Marc Alberici sconsiglia entrambe le cose. Quando gli ho chiesto "allora come si fa", lui ha detto che quando ha una nuova varietà degna di essere messa in commercio, decide il nome e quando invia le piante ai vari concorsi, le presenta con quel nome.E basta. Anche ai vivai cui vende le sue rose, le presenta col nome da lui scelto, semplicemente.

Proprio come ha fatto il mio vivaio di riferimento per le rose, Vittori Vivai di Forlimpopoli.

Ecco la storia (che ho già abbondantemente pubblicato in passato ma mi piace ripeterla). Un giorno di maggio del 2017 mi recai al vivaio per ammirare il loro splendido roseto, dove hanno soprattutto varietà antiche e anche rose nuove riprodottesi spontaneamente. Quando faccio queste visite di solito scatto un sacco di foto e le pubblico sui social, soprattutto in Instagram (se proprio volete dare un'occhiata al mio profilo cercate vale_roselover). Mi piace quando altri rosomani commentano le immagini e quella volta che ci fu una signora americana che commentò una foto dicendo che ra bellissima e chiedendo come si chiamava. Non avendo io stessa trovato il cartellino di riferimento di quella pianta, scrissi (in inglese come tutto quello che pubblico su Instagram): "Mr. Vittori, mi può dire per favore il nome di questa rosa?" E i Vittori risposero: "Non ha ancora un nome, ma se sei d'accordo, le possiamo dare il tuo". Al che quasi svenni dalla gioia.


 

La proposta naturalmente venne accettata dalla sottoscritta, ma anche qui dovetti fare i conti con i tempi delle rose. Il Battesimo  ufficiale della multiflora "Valentina Bordini" avvenne, infatti, solo nel maggio 2019. Come mai? Perchè dovette essere riprodotta tramite innesto, e questo è il tempo che occorre tra l'innesto delle gemme e la disponibilità della nuova pianta innestata, circa un anno e mezzo.

E la dedica che mi fecero alla consegna della rosa fu: "Per i grandi meriti di appassionata blogger".


 

Nelle foto: la rosa "Valentina Bordini", disponibile presso i Vettori Vivai di Forlimpopoli


 Valentina  Bordini


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