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mercoledì 17 marzo 2021

Valentina e le sue rose



di VALENTINA BORDINI



Chi inizia, come amatore, ad affacciarsi nel mondo delle rose, deve essere ben consapevole che i tempi per giungere a dei buoni risultati come ibridatore, sono lunghissimi. Le grosse aziende, parliamo di nomi come Barni, Meilland, Guillot, Austin... impiegano anche fino a 10 anni prima di immettere una rosa sul mercato. I primi tre anni dalla nascita da seme sono, diciamo così, di assestamento; occorre tenere controllata la resistenza della pianta alle malattie, al caldo, al freddo, e tante altre variabili.

Se "sfogliate" il database mondiale delle rose HelpMeFind all'indirizzo https://www.helpmefind.com/rose/plants.php, per cercare notizie e foto su una rosa, vedrete che nella descrizione viene dato il nome dell'ibridatore con l'anno, spesso preceduto da "before", che significa prima. Cioè, l'anno indicato è quello di immissione in commercio, ma la pianta è stata creata anni "prima".



Molte rose, spiega l'ibridatore Aicardi nel suo libro, per l'eccessivo entusiasmo e la troppa fretta, sono state presentate al pubblico in tempi troppo brevi, e così come è arrivata subito, la gloria è passata altrettanto velocemente, dopo che si sono manifestate diverse pecche nelle piante prima tanto esaltate e a volte anche premiate.

 Ma quando si giunge, finalmente, ad avere un esemplare degno di essere immesso sul mercato, occorre prima dargli un nome. E ancora il grande Aicardi ci insegna qualcosa in proposito:

"Dare il nome ad una rosa è facile, però non è cosa da prendere alla leggera, specialmente se la varietà ha dei pregi. Molte belle varietà non fecero carriera e caddero nell'oblio a causa del nome, poco simpatico o poco felice; mentre altre meno pregevoli, ma battezzate con nomi piacenti ed indovinati, divennero popolari più in grazia del loro nome che per i pregi posseduti. Nei tempi antichi i nomi dei fiori venivano presi in prestito dalla mitologia, dalla storia, dalla geografia, dalle costellazioni; poi fu la volta di nomi di imperatori, regnanti, presidenti, nobili e militari; i nomi di signora (Madame e Mistress), di signorina (Mademoiselle e Miss) sono frequentissimi, come quello di ricordo (souvenir). Nomi di uomini e donne oggi sconosciuti e scomparsi sopravvivono essendo stato il loro nome imposto a belle rose tuttora coltivate. [...]




 In Inghilterra e negli Stati Uniti d'America il nome da dare alle varietà di rose è disciplinato da apposita regolamentazione approvata dalla Conferenza internazionale tenutasi a Londra nel 1930, con la quale fu stabilito:

a) che il nome delle varietà di rose consista possibilmente di una sola parola, al massimo di tre;

b) che i nomi simili o confondibili siano esclusi;

c) che i prefissi Mr., Mrs., Miss ed equivalenti siano aboliti, così pure gli articoli il, lo, la;

d) che i nomi lunghi o comunque difficili da pronunciare siano esclusi."

(D. Aicardi, Le Rose moderne coltivate ed allevate da amatori, floricoltori, seminatori, Ed. Apeiron, 2008).


 


Non so se oggigiorno tale normativa sia ancora vigente, o se nel mondo vengano comunque seguiti questi consigli, che trovo sicuramente di buon senso e validi sempre. Sicuramente in nomi inizianti per Miss, Signora, Signorina sono ormai desueti, e trovo che i nomi assegnati alle nuove rose siano più fantasiosi e piacevoli.


 


(foto: Madame Meilland, chiamata anche, a seconda dei paesi, Peace, Gioia, Gloria Dei; Imperatrice Farah; Lady Emma Hamilton; Baron Girod de l'Aine; Mrs. Oakley Fisher).


(continua)


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