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lunedì 24 maggio 2021

Biden, chi l'avrebbe detto


 

Il Joe Biden che non ti aspetti

di TIZIANO CONTI 




Alle elezioni, pochi ritenevano che Joe Biden sarebbe stato un presidente incisivo in grado di condurre un’attiva politica riformatrice. Lo si giudicava un “vecchio e logoro” professionista della politica americana, prescelto come male minore per ottenere il voto dell’elettorato tradizionale e nero sul candidato in grado di battere Trump. E, invece, Biden si sta dimostrando tutt’altro: un “presidente radicale” nel significato politico che diamo noi al concetto. Alla prova dei fatti, la sua direzione di marcia è tipica del riformatore democratico radicale pronto ad affrontare i nodi più controversi della società americana, senza la prudenza tipica dei precedenti. Se non quella dell’equilibrio dei poteri in presenza di un Congresso col Senato per metà repubblicano, e di una Corte Suprema controllata dai tradizionalisti. I nodi che Biden ha affrontato sono tra i più difficili del potere nazionale.

Di fronte al razzismo perdurante è stato fermo nell’auspicare un “giusto verdetto” nel processo per l’uccisione di Floyd, e ha commentato la sentenza di condanna: "Oggi abbiamo compiuto un passo avanti contro il razzismo sistemico che è una macchia per l'anima del nostro Paese" parlando alla nazione in diretta tv. Quindi sta cercando di far passare una legge di controllo del comportamento violento delle polizie (statali e locali).

Si è lanciato nella campagna ambientalista divenendo anche il leader dello schieramento internazionale per il controllo del clima, riconosciuto da indiani e cinesi.

In patria ha toccato interessi forti: le lobby delle armi, del tabacco, del petrolio e dell’industria pesante che sono sempre state agguerrite nel condizionare la politica e l’Amministrazione americana.

Inoltre ha ripreso la classica tradizione democratica di attenzione verso i ceti medi e popolari istituendo una tassazione sui redditi da capitale per finanziare, con l’American Family Plan, la sanità (questione irrisolta della nazione più ricca del mondo), l’educazione nei college, il welfare e le provvidenze per i poveri.

Ultima e più importante questione per la comunità internazionale è la richiesta di liberalizzare i brevetti sui vaccini anti Covid. “Questa è una crisi sanitaria globale e le circostanze straordinarie della pandemia COVID-19 richiedono misure straordinarie. L'Amministrazione Biden crede fermamente nella protezione della proprietà intellettuale, ma al servizio di porre fine a questa pandemia, sostiene la rinuncia a tali protezioni per i vaccini COVID-19 ", ha scritto in una dichiarazione la Rappresentante commerciale degli Stati Uniti Katherine Tai.

A me pare che la “sorpresa radicale” di Biden accosti il presidente Usa a due suoi predecessori democratici entrambi mossi da quel forte vigore che riappare in questi giorni: Il Franklin Delano Roosevelt del New Deal e John Fitzgerald Kennedy con la sua dottrina della "Nuova Frontiera".

Tiziano Conti


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