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giovedì 17 giugno 2021

UNA BELLA STORIA




Terry Fox, che provò ad attraversare il Canada con una gamba sola

di TIZIANO CONTI

Credo che questa sia la più grande impresa sportiva di cui io abbia mai sentito parlare.

Terry Fox aveva 19 anni e stava studiando per diventare insegnante di educazione fisica quando, nel 1977, gli fu diagnosticato un osteosarcoma nel ginocchio destro. Per cercare fermare la malattia, i medici gli amputarono la gamba destra e lo sottoposero a un ciclo di chemioterapia. All’epoca Fox fu molto colpito quando gli dissero che solo due anni prima il tasso di sopravvivenza per le persone affette da osteosarcoma era del 15 per cento: grazie a recenti sviluppi della ricerca scientifica, era da poco salito al 50 per cento. Questa consapevolezza diede a Fox una grande fiducia nella ricerca; al tempo stesso fu frustrato dal sapere quanti pochi soldi venissero investiti per finanziarla.

Tanti a questo punto si sarebbero lasciati andare, ma lui a soli 3 anni dall'amputazione, iniziò la sua impresa: partire dalla costa Atlantica del Canada per raggiungere quella del Pacifico. A piedi, con una gamba sostituita da una protesi. Con l’idea di raccogliere 1 dollaro per ogni persona incontrata, per poi devolvere il tutto per la lotta contro il cancro.

L’impresa, battezzata “Marathon of Hope”, cioè “Maratona della speranza”, cominciò il 12 aprile 1980 quando Fox bagnò la sua protesi nell’oceano Atlantico vicino a San Giovanni di Terranova, la città più orientale del Canada. Man mano che Fox procedeva sempre più persone scoprivano della Maratona e si raccoglievano lungo il suo percorso per fare delle donazioni per la ricerca.

Percorse ogni giorno 42 chilometri, ma - purtroppo - non riuscì mai a terminarla.

Dopo aver percorso 5373 km in 143 giorni dovette smettere, non aveva più fiato perché, ahimè, gli furono diagnosticate diverse metastasi polmonari che lo costrinsero ad arrendersi: la sua corsa finì il 1 settembre 1980.

Fino a quel momento era riuscito a raccogliere 24 milioni di dollari.



Sebbene la “Maratona della speranza” non fosse stata terminata, la CTV Television Network organizzò una raccolta di fondi a suo nome che riscosse un notevole successo. Un anno dopo la sua impresa entrò in coma. Morì il 28 giugno 1981, esattamente un mese prima di compiere 23 anni. I suoi funerali furono trasmessi in diretta televisiva.

Un sondaggio nazionale del 1999 lo nominò il più grande eroe del Canada.

Dopo la sua morte fu istituita la "Terry Fox Run", una corsa non competitiva che nel settembre di ogni anno si svolge in varie località con lo scopo di tenere viva la memoria di Terry Fox, raccogliendo fondi per la ricerca oncologica. In seguito Steve Fonyo, sopravvissuto al cancro, percorse con la gamba sinistra amputata la distanza che mancava a Terry per finire la sua "Maratona della speranza".

Oltre a scuole, statue, vie e manifestazioni benefiche in varie città, il lascito più importante dell'esperienza di Terry Fox è la fondazione che prosegue il suo obiettivo nella lotta contro il cancro.

La Fondazione Terry Fox fino al 2018 ha raccolto oltre 750 milioni di dollari devoluti in progetti di ogni tipo.

Abbiamo bisogno di eroi, soprattutto di quelli della porta accanto, così simili a noi, forse con un pizzico di forza d’animo in più.




di TIZIANO CONTI

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