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Un nome molto noto per gli elettori
faentini
Manca appena un
mese alle elezioni regionali, ma anche alle concomitanti elezioni comunali della
vicina Faenza.
Elezioni, quelle faentine, che hanno fatto, e stanno facendo, molto discutere il
mondo politico provinciale, ma anche fuori confine.
Faenza ha infatti rappresentato, nella nostra provincia il primo caso del
trionfo del metodo delle elezioni primarie, ovviamente per il centro sinistra.
Ma anche per tutti gli altri schieramenti politici, quando voranno prendere
atto, e dare attuazione, al principio costituzionale che sancisce che gli
amministratori pubblici, a qualsiasi livello, vanno scelti dai cittadini.
A Faenza, come candidato a Sindaco del centro sinistra, gli elettori hanno
scelto Malpezzi. Come candidato a Sindaco per il centro destra, i dirigenti di
partito hanno scelto Minardi.
A un eletore del centro destra è dato il diritto costituzionale di scegliere il
suo Sindaco? Nel caso in cui non volesse votare Minardi, quale sarebbe la sua
“libera” scelta? Non andare a votare? Votare Malpezzi? Ma sono tanti anni che
questo accade in tutti i comuni, dopo gli anni in cui erano addirittura i
consiglieri comunale a scegliere il Sindaco, con una forma elettorale di secondo
grado, per una carica come quella di Primo Cittadino!
Nonostante questo, nonostante cioè la grande e coraggiosa dimostarzione del PD
di essere l’unico partito che crede davvero nel valore della partecipazione
popolare, se dovessi scommetre un euro del mio “mio scarso salario” su chi
vincerà, lo scommetteri su Minardi.
Se sono vere le analisi che ho fatto nei redazionali del 29 e 30 gennaio
(andateveli a vedere, se non li avete letti......”puibblicità progresso”),
l’ottanta per cento dei faentini, come in tutta Italia (anzi fuori dalla
Romagna, il novanta per cento), sceglierà guardando i candidati, votando per
quella persona tra i candidati a Sindaco della sua città, per la qualei ha più
fiducia, che conosce di più. Criteri di scelta sui quali Minardi non teme
confronto.
Berlusconi dovette fare il grande passo di scendere in politica, quando Craxi,
essendo inquisito, non poteva più coprirlo, perchè era sicuro di vincere.
Difficile pensare che Minardi abbia detto si, senza avere altrettanta certezza!
Peccato, perchè proprio a Faenza, dove il PD ha dato dimostrazione di credere
sino in fondo in uno dei suoi principi fondanti, quello della partecipazione, il
centro destra è riuscito nell’operazione di trovare un candidato amato dagli
elettori. Quell’operazione che ha sempre provato di fare, perchè sa bene essere
operazione vincenrte, ma che ancora non gli era riuscita negli altri comuni,
perchè non è facile trovare un Vip che lavori diciotto ore al giorno, a duemila
euro al mese, abbandonando la sua attività. Chissà perchè proprio a
Faenza...................
Arrigo Antonellini |