
IL 13 E IL 14 APRILE SI VOTA
|
Riceviamo e pubblichiamo
Appunto, il futuro della sinistra. Da decenni la sinistra tende a dividersi e frantumarsi. Aver concluso una tappa importante della sua ricostruita unità in così poco tempo è un forte elemento innovativo. Non siamo ancora al traguardo ambito. Purtuttavia il processo è avviato. La sinistra è una forza politica necessaria e indispensabile per i lavoratori, per le donne, per i giovani. Se la sua forza rimane un ricordo del passato, serve a poco. Dobbiamo saper dimostrare con la capacità di comprendere che, lo stato di profondo disagio che colpisce vaste aree di popolazione, possono trovare adeguate soluzioni nelle nostre idee e nel nostro progetto politico. I calcoli di convenienza politica del Partito Democratico, sganciandosi dalla sinistra, potranno dare risultato quantitativi apprezzabili o meno. Resta il fatto che l’elettorato di centro-sinistra aspira a maggiore non a minore unità. Comunque vedremo. A questo punto è doveroso tornare ai contenuto della politica, pensando alla gente. Non basterà un buon risultato elettorale della “sinistra e l’arcobaleno” e del Partito Democratico per realizzare una politica economica e sociale più giusta, cominciando da subito a ripartire il reddito nazionale con quell’equità alla quale, la sinistra e il Partito Democratico si richiamano, sia pure con qualche diversità. Non è cosa da poco chiarire che, per queste opzioni sociali, occorre un governo e, il Partito democratico da solo non sarà in condizione di farlo. (Vorrei avere una risposta alla seguente domanda: se il Partito Democratico diventa il primo partito con il 40% dei voti, con chi farà il governo?) Qualunque sia il risultato delle urne, dopo il 14 aprile, e se malauguratamente il centro-destra vince, dovremo prepararci a grandi lotte politiche e sindacali per fare fronte alle sue vendette. Esso si spenderà con tutta la propria forza per ridare respiro ad un ulteriore liberismo e precarietà nel lavoro; a colpire i diritti previdenziali e sociali e ad imbavagliare la giustizia e l’informazione (qualche margine le resta ancora). E, senza dubbio, con la giustificazione che Prodi ha fatto pagare troppe tasse, alimenterà e giustificherà altra evasione fiscale. Si prefigura una campagna elettorale segnata, purtroppo, da fattori che preoccupano non poco. La sinistra non c’è l’ha fatta a convincere il Partito Democratico a stringere un patto per far fronte all’offensiva del centro- destra. Si dice (lo dicono i sondaggi) che il Partito Democratico è più attraente se “corre da solo”, perché la gente non si fida più di coalizioni litigiose. A questo proposito, bisognerebbe prima di tutto sciogliere una contraddizione palese sull' affidabilità dei sondaggi o meno. Se non sono affidabili, quelli che danno una consistente vittoria elettorale al centro destra, perché a rapido esito variabile, non si capisce perché poi devono essere assunti come oro colato quelli che danno al Partito Democratico un miglior successo elettorale se resta solitario. Questi sono nodi che si scioglieranno dopo le elezioni. Ora dobbiamo convincere della giustezza dell’unità della sinistra e proporci con il nostro programma che va costruito, anche se resta poco tempo utile, con la gente che vogliamo tutelare. Le cose che sentono di più sono senza dubbio l’insufficienza del salario e delle pensioni più basse; il funzionamento dei servizi; la salvaguardia dell’ambiente e della salute. Poi, i grandi temi della pace, dei diritti civili, della parità tra i sessi. Le gravi preoccupazioni delle ragazze e dei giovani che hanno, alla pari degli altri i problemi sopra elencati, più ancora quelli delle caratteristiche peculiari della loro età, cultura della vita e del loro futuro. Questi sono i punti per un grand lavoro di costruzione del programma della sinistra unita. La scelta dei candidati, a prescindere dalle forme, deve procedere con il primo grande scrupolo della loro pulizia morale, del ricambio anche generazionale e della garanzia di fedeltà al programma. E’ importante che, la scelta delle donne e dei giovani venga compiuta da loro stessi e non dai “soliti gruppi dirigenti”. Un principio di scelta da compiere, ovviamente senza passare da un opposto all’altro, è quella di saldare la nostra identità storica con l’elemento di novità presentando volti e pensieri nuovi che non siano contaminati da brutti vizi spesso scontrabili nella politica. Chi si dovesse impuntare sui simboli, condizionando così il lavoro grande da fare, dimostra di avere capito ben poco di ciò che la gente chiede alla politica e alla sinistra in particolare. Mi si passi una frase che concentra in se un concetto significativo: La sinistra cambia e vince la sua battaglia politica se si rinnova unendosi e se si toglie potere decisionale a chi pianta i “paletti” delle cosiddette “condizioni senza le quali”. Corriamo da soli! Cosa succede? Dal momento che non abbiamo chi corre con noi, salvo la gente che ci segue ed aiuta, non prendiamolo come un avvenimento funebre. Nel Paese e nel territorio ci sono emergenze evidenti a tutti. Sono le condizioni dei lavoratori, degli anziani, delle ragazze e dei giovani. Ci sono momenti impegnativi di riorganizzazione della vita nelle città e nei paesi. Partecipiamo portando il nostro contributo critico e costruttivo. Questa è materia di “campagna elettorale” e di conquista del voto. Forza allora e alla grande!
Germano Zanzi Comitato promotore Sinistra Democratica-Ravenna |