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Riceviamo e pubblichiamo
La liberazione dall’oppressione e la conquista della democrazia,
preservata con la sconfitta del fronte popolare marxista il 18
aprile di sessanta anni fa, ha segnato un’epoca e si pone come
esempio per le nuove generazioni che vedono quel tempo lontano.
Ricordare è indispensabile per evitare il ripetersi di vecchi errori
o scongiurarne di nuovi; sulla scena della storia può sempre
affacciarsi una qualche pretesa assolutistica.
Per questo domandiamo un’attenzione alla dignità della vita in ogni
sua espressione. Sono profonde le ferite lasciate dalla storia
recente che, invece che essere sanate con senso di responsabilità,
vengono lasciate fuori dai temi affrontabili. Il “guai ai vinti”
gallico è venuto prima di Cristo e da allora ogni popolo civile ha
cercato di far vivere al proprio interno le diverse anime
sviluppando culture di accoglienza e condivisione.
Non c’é giustizia senza libertà e non può esserci libertà senza
giustizia. La libertà non la decide il giusto o la maggioranza o il
più forte. La libertà è la possibilità per ciascuno di poter essere
artefice del proprio futuro.
Chi ha lottato per la liberazione lo ha fatto per sé ma,
soprattutto, per gli altri e per coloro che ancora dovevano nascere.
Non lasciamo soffocare la speranza.
Giovanni Minguzzi
segretario comunale Udc
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