I 3 PUNTI CHIAVE DELLA PROPOSTA DI LEGGE DEL V-DAY

In Italia i pregiudicati non trovano lavoro, per coloro che escono dal carcere devono mobilitarsi i servizi sociali, altrimenti non avrebbero speranza di reinserimento sociale. Chi vuole fare un concorso per ricoprire molti posti pubblici deve presentare la fedina penale e questa deve essere pulita altrimenti si viene esclusi. Tra le pene accessorie nel nostro ordinamento esiste l’interdizione da i pubblici uffici. I paradossi sono incredibili, perché chi ha commesso un reato non può diventare un poliziotto ma può diventare Ministro dell’Interno ed essere al vertice di tutta la polizia, può diventare un parlamentare ed esercitare il potere legislativo. E’ ovvio che qualcosa non va. Inoltre aggiungo che la scelta di impedire ai condannati di ricoprire incarichi pubblici può essere pericolosa, poiché in futuro potrebbero esserci delle condanne comminate a scopo unicamente persecutorio nei confronti di politici “scomodi” per impedire loro di ambire a determinate posizioni. Allora? Il punto è che le collusioni tra Stato e mafia in Italia sono così profonde che non c’è altra scelta, serve una legge che dica chiaramente che i condannati non possono entrare in Parlamento. Il punto è che i condannati che siedono in Parlamento non hanno commesso reati generici, ma reati collegati all’esercizio delle funzioni pubbliche, è assurdo che possano esercitare il potere legislativo. Quindi, anche se teoricamente persino questa proposta può essere discutibile, allo stato attuale dei fatti mi sembra indispensabile limitare l’accesso ai delinquenti già condannati in via definitiva in Parlamento.
Questo per quanto riguarda il primo punto della proposta di legge.
Per quanto riguarda il secondo punto il segretario di AN Fini e molti altri politici hanno affermato che la legge sulle due legislature ci avrebbe privato di alcuni uomini molto importanti del passato. In realtà questa argomentazione è demagogica e populista. Spiego perché: quanti sono i politici geniali di cui ci avrebbe privato? Tre, quattro, cinque? Mentre invece da quanti altri ci avrebbe….“salvato”? Inoltre la proposta di legge impedisce semplicemente l’eleggibilità in Parlamento, non a tutte le cariche pubbliche, pertanto un politico particolarmente serio e bravo potrebbe trovare posto anche dopo due legislature in un eventuale Governo, potrebbe diventare Presidente del Consiglio, Presidente della Repubblica. Forse a chi critica mancano alcune basi di diritto pubblico o al contrario le basi ce l’hanno e sono in mala fede. D'altronde in Italia c’è un problema molto grave che riguarda il ricambio generazionale, abbiamo i politici più vecchi del mondo, i trentenni e quasi anche i quarantenni, non sono rappresentati. Le poltrone sembrano avere una colla molto potente, chi ci si siede non riesce più ad andare via. Quindi forse in altre circostanze la legge sulle due legislature (si tratterebbe comunque di 10 anni!) potrebbe anche essere superflua, ma nel contesto nel quale viviamo diventa estremamente importante. Così come non servirebbe una legge sulle quote rosa (donne in parlamento) se la società fosse veramente paritaria, il punto è che non è così.
L’ultimo punto riguarda l’elezione diretta del candidato da parte del cittadino e su questo il primo pensiero che mi viene in mente è che chi non fa politica, chi non è dentro il “sistema” non può che essere d’accordo. La democrazia non è perfetta, l’unico potere che ha il popolo in una democrazia rappresentativa è quello di scegliere i propri candidati, se non li può scegliere non siamo in democrazia. Chi argomenta il contrario potrebbe arrivare a giustificare le dittature, un dittatore illuminato potrebbe non essere scelto dal popolo, che potrebbe votare al suo posto degli incompetenti, questo significa che la dittatura è superiore alla democrazia? Il popolo può sbagliare a scegliere i propri candidati, ma è giusto che sbagli da solo, non che altri sbaglino per lui e scelgano chi debba rappresentarlo. Del resto questa legge elettorale è stata votata dalla CDL prima delle ultime elezioni come ultimo disperato tentativo per non perderle, alcuni rappresentanti della CDL hanno definito questa legge “una porcata”, difenderla è assurdo, se l’Unione non cambia la legge elettorale al più presto vuol dire che è in malafede, vuol dire che non merita fiducia. Il problema più grande della democrazia è l’informazione e l’accesso ai mezzi di informazione, il popolo sbaglia meno le proprie scelte se riceve delle informazioni corrette. In Italia questo non avviene, esiste un “ordine dei giornalisti”, esiste solo in Italia e in un paio di paesi sudamericani, per comprendere quanto sia necessario e a cosa. Se internet sarà in grado di dare le giuste informazioni allora forse il popolo potrà riappropriarsi di un po’ di democrazia.
Serve il nostro impegno e serve adesso.


Alessandro Antonellini

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