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Quando
le cose accadono, non una, ma 4, 5 volte, bisogna arrendersi all’evidenza,
piaccia o non piaccia. Oggi nel nostro Paese gli elettori voglio essere
protagonisti delle decisioni, chiedono, e a questo punto pretendono, di
essere loro a decidere. Non si può più continuare a chiamarli all’appello, a
doversi muovere, a “pagare”, e lasciare le cose come erano prima.
Non ci sono stati solo gli oltre quattro milioni di cittadini che,
esattamente due anni fa, scelsero Prodi. Da allora le Primarie si sono fatte
in diverse realtà territoriali, anche vaste, come in Puglia e in Sicilia e
l’afflusso è sempre stato di dimensioni straordinarie, molto al di là delle
previsioni, esattamente come accaduto ieri.
Un 14 ottobre 2007 che deve essere finalmente considerato come l’atto
iniziale di un sistema politico in cui, sempre e comunque, i candidati, a
qualsiasi carica pubblica, verranno scelti dagli stessi elettori. E
ovviamente sarebbe bene che così fosse per tutti, sia a sinistra che a
destra.
In questo contesto, proprio perché già convinti ancora prima di gareggiare
che così deve essere, si è collocata la scelta di sette ragazzi, di scendere
in campo.
A Lugo, dove hanno gareggiato, hanno raccolto quasi la metà dei consensi di
grandi nomi della politica nazionale, come Bindi e Letta. Lo hanno fatto con
il porta a porta, convincendo persone già convinte come votare (sotto
l’effetto della presentazione di Veltroni, Bindi e Letta fatta dai media
nazionali), convincendole a cambiare il loro voto. Non a caso alcune delle
loro schede sono state annullate perché contenevano anche la scelta che
doveva essere fatta, andare al seggio a votare Veltroni.
Un’esperienza questa, di coinvolgimento diretto dei giovani, unica in
regione e forse anche nel paese. Oggi la realtà politica lughese è più
avanti, più ricca. Non solo della loro presenza, ma anche di chi ha discusso
e si è confrontata con loro, e li ha votati. Bene così.
Arrigo Antonellini |