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Si
è concluso nei giorni scorsi un nuovo intervento della Protezione Civile
della Bassa Romagna nel Libano del sud. L’intervento, diretto dal
responsabile Roberto Faccani, alla sua terza missione in Libano in poco
più di sei mesi, si è svolto nell’ambito della missione Unifil delle
Nazioni Unite, che garantisce sotto il comando italiano la sicurezza e
il cessate il fuoco lungo la cosiddetta “linea blu” al confine con
Israele. Richiesta dalle stesse Nazioni Unite, l’operazione ha
riguardato la municipalità di Bent Jbeil, capoluogo di una martoriata
aerea organizzata peraltro in Unione dei Comuni proprio come la Bassa
Romagna.
L’aiuto principale del volontariato della Bassa Romagna è stato quello
di far avere alla provincia di Bent Jbeil mezzi antincendio e per il
trasporto di feriti e malati, estremamente importanti nella gestione
delle emergenze.
Oltre a consegnare i mezzi, nella settimana di durata della missione
Faccani ha addestrato i volontari comunali allo spegnimento degli
incendi, al primo soccorso, al trasporto di feriti e malati. Ha inoltre
equipaggiato i vigili urbani e li ha addestrati alla gestione del
traffico, della sicurezza della circolazione e della segnaletica
stradale, al rilievo degli incidenti e alla gestione dei mercati. Il
responsabile della Protezione Civile ha poi dato indicazioni su come
organizzare la pianificazione del traffico per adeguarla ai nuovi
progetti di ricostruzione e riportato agli architetti libanesi le nostre
esperienze in materia di urbanistica.
L’area di Bent Jbeil soffre una gravissima crisi economica e
infrastrutturale. Moltissimi sono i disoccupati e la carenza di
abitazioni è drammatica; durante i 36 giorni di combattimenti del 2006
sono state infatti migliaia le case distrutte, con centinaia di morti.
Molti abitanti sono fuggiti. Innumerevoli sono pertanto gli ambiti di
lavoro dei diversi contingenti, che qui operano sotto l’egida dell’Onu,
provenienti da Cina, Corea del Sud, Ghana, Tanzania, Slovenia, Qatar,
Belgio, Spagna e Francia.
«È stata una settimana particolarmente impegnativa – ha raccontato
Faccani – ma anche di grandi emozioni: alla donazione e
all’addestramento ha assistito praticamente tutto il Consiglio comunale,
tanto è considerato prezioso l’aiuto che viene dalla solidarietà
italiana.
I consiglieri più anziani ricordano con affetto i nostri bersaglieri che
operarono in zona nel 1982 a difesa dei campi palestinesi di Sabra e
Chatila e mi hanno fatto sapere che non ringrazieranno mai abbastanza
l’Italia per ciò che ha fatto e sta facendo tuttora per il Libano.»
L’ultima tappa della missione della Protezione Civile della Bassa
Romagna, prima del rientro in Italia con un cargo militare, è stata a
Tibnin, dove sono state consegnate a 65 bimbe orfane le pantofole donate
dal calzaturificio Emanuela di Bagnacavallo. |