Vi
ringraziamo per l’invito, con il quale date conto delle iniziative per
la promozione del PD a Bagnacavallo.
Il vostro è un interessamento che ci può consentire di “riprendere il
cammino” interrotto con la decisione di sciogliere il partito DS. Scelta
che, da noi e da molti altri, è ritenuta errata.
Giudizio che confermiamo oggi.
Noi apparteniamo alla “categoria” di cittadini che vogliono conservare
l’identità della sinistra, con il bagaglio storico che le appartiene,
con l’impegno di costruire un nuovo soggetto politico. Vogliamo
contribuire, anche a Bagnacavallo, a costruire una sinistra, rinnovata e
unita, con l’avvenuta costituzione di un gruppo ora autodefinito “Sinistrainsieme”.
Uno sforzo, quello di unire la sinistra che, noi siamo profondamente
convinti, doveva essere fatto dal partito dei DS, invece di compiere uno
spostamento incomprensibile, per noi, verso il “centro politico” con il
quale (questo si) si doveva ricercare un rapporto di alleanza
programmatica e di governo.
Chiedete un impegno ad “essere protagonisti insieme”? Si, confermiamo il
nostro personale impegno a lavorare per ricercare, a parità di diritto
d' ascolto, le soluzioni che la nostra gente si aspetta. Questo vale per
il governo locale come per quello nazionale.
Il come farlo sta nella scelta incontrovertibile di partecipazione
diretta dei cittadini, per impedire che, sul concetto “la gente conta”
qualcuno faccia uso d' espedienti propagandistici che finiscono nel
vuoto, o meglio, nel pieno esercizio a senso unico, dei poteri dei soli
gruppi dirigenti.
Tracciamo allora alcuni punti di dialogo e d' incontro.
• Contribuire a costruire una cultura di contenimento del consumo di
suolo per nuove costruzioni residenziali, mentre c’è bisogno di dare un
segno di risposta a chi cerca alloggio accessibile per redditi bassi e
medi, spostando il centro degli interessi, dalla rendita alla difesa dei
ceti deboli;
• Conservazione e sviluppo di una politica di tutela ambientale per il
centro urbano, che lo difenda dall’inquinamento da traffico, con
parcheggi all’esterno, studiando il possibile utilizzo, anche a
Bagnacavallo, di mezzi pubblici a breve raggio;
Molti altri punti di politica locale possono, anzi devono, essere
tracciati.
Personalmente confermiamo che, l’alleanza di centro sinistra (qui come a
Roma) non ha alternative.
Questo vale per la sinistra rinnovata e unita, come dovrebbe valere,
crediamo, per il PD. A meno che non si ritenga immediatamente reale
l’ipotesi della proclamata “vocazione maggioritaria”, oppure, altre
alleanze diverse dal centro sinistra, con (quali?) altre forze.
Tocca a voi del PD sciogliere questo semplice interrogativo.
Per quanto ci riguarda, va ricostruita un' alleanza tra sinistra e PD su
contenuti che contribuiscano a superare le inevitabili contraddizioni e
conflitti all’interno del vostro stesso PD, quali (cito solo i più
eclatanti):
1. La difesa, senza condizioni, della laicità dello Stato nei
comportamenti di chi ha responsabilità istituzionali. Ciò che è accaduto
al Consiglio Comunale di Roma sul registro delle unioni civili è
illuminante e, allo stesso tempo, incomprensibile;
2. L’ identità sociale e rappresentanza politica del lavoro, senza
alcuna ambiguità ed equidistanza tra lavoro e impresa;
3. Legalità e trasparenza negli atti e nei comportamenti di governo;
4. Autonomia paritaria e rispetto delle funzioni e prerogative degli
organi di potere dello Stato;
5. Uguaglianza nella libertà di espressione e di informazione;
6. parità per le donne (non basta , sia pure giusta, la presenza
paritaria negli organismi dirigenti e di governo). Occorre segnare un
passo avanti nella direzione della crescita dei servizi sociali e per la
parità di trattamento nella famiglia, nella condizione di lavoro e di
carriera professionale.
7. diritti civili nei quali siano riconosciute pari dignità alle
pluralità di identità sessuali e di fede religiosa.
E tanti altri argomenti che lasciano integro il patrimonio della nostra
esperienza politica e sociale, alla quale restiamo ancorati.
Sul piano generale, ci rivolgiamo a quanti di voi hanno militato, prima
nel PCI poi nei DS.
Ricordate le grandi battaglie di pulizia morale; di principi sociali; di
parità tra i sessi e per la pace condotte da Enrico Berlinguer?
In particolare egli non abbandonò mai i lavoratori, anche in circostanze
e lotte difficili. Restò al loro fianco fino all’ultimo, perché questo
fa chi compie scelte inequivocabili a sostegno dei deboli.
Da quelle battaglie, da quella storia, noi non possiamo nè vogliamo
separarci.
Quanti più saranno coloro che si separeranno, tanto più saranno
indeboliti i risultati (grandi o piccoli che siano) che ci portiamo
dietro di quelle battaglie.
La situazione è cambiata e deve cambiare anche la politica.
Alcune cose del passato vanno lette diversamente da come venivano lette
dalla sinistra.
Per questo lavoriamo per una sinistra rinnovata ma unita.
Temiamo che spesso, in nome “dell’innovazione”, abusandone l’uso, si
corra il rischio di non vedere che esiste ancora il problema del lavoro
dipendente e della sua tutela. Di una condizione salariale che va
radicalmente migliorata; delle garanzie occupazionali e della sicurezza
sul luogo di lavoro.
Oggi lo dicono in tanti ma con notevole ritardo. Noi siamo convinti che
ci sia bisogno di una politica economica e sociale che ridistribuisce il
reddito prodotto, a favore delle classi più deboli, cominciando dalle
giovani generazioni.
Mi auguro che su questo terreno dei contenuti, tra noi, si possano
trovare le necessarie intese per collaborare.
Con questo ribadiamo la necessità di continuità e il suo consolidamento,
dell’alleanza tra centro democratico e sinistra.
Per noi vale la scelta dell’alleanza tra sinistra e PD senza mezzi
termini e ambiguità, in un rapporto di reciproca autonomia e lealtà,
senza imporre forme di subordinazione da parte di alcuno. Senza
nascondere le differenze e i possibili conflitti: anzi essi vanno
portati alla luce del sole, con posizioni chiare e trasparenti. Le
differenze vanno superate riconoscendo pari dignità nella dialettica,
utilizzando la più alta partecipazione popolare nel momento delle scelte
definitive.
Percorsi diversi i nostri, che devono incontrarsi per il bene del Paese.
In conclusione.
Non possiamo aderire alla costruzione del PD perché, come avevamo
previsto, c’è una grave involuzione di contenuto e di modello di Paese
che si annuncia di voler fare, anche rispetto a quanto dichiarato
all’inizio del vostro percorso.
Il Segretario del PD ha mostrato con molta disinvoltura, l'intenzione di
voler “correre da solo” alle elezioni senza dire con chi intende fare
alleanza di governo. “Chi vince governa per cinque anni senza
condizionamenti poi, la gente giudica e vota secondo le convinzioni che
ha maturato”.
Teoricamente la cosa può funzionare.
Attenzione però: questo atteggiamento risponde allo stadio più alto di
autoreferenzialità e negazione della partecipazione, che deve essere
costante, senza interruzioni, diretta e democratica.
Non si può fare confusione tra “burocrazia farraginosa” con democrazia e
partecipazione. Quando mancano democrazia e partecipazione, si creano
distanze abissali con chi ci ha dato fiducia. Si creano conflitti e
caduta di consenso popolare.
Allora, torniamo a parlare del “chi siamo” e di “cosa vogliamo fare” sui
problemi quotidiani della gente.
E’ necessario concentrarsi meno sui meccanismi per “governare
indisturbati” e di più sul come governare, nel rispetto delle attese del
mandato degli elettori.
Prodi ha lavorato, in questa fase del suo governo, in mezzo a molte
difficoltà oggettive.
I pericoli per il governo sono venuti dall’area moderata e di centro,
parte della quale conferma per il futuro, la “mano libera”.
Atteggiamento che comporta ulteriori pericoli di immobilismo o, per
conseguenza estrema, caduta del governo stesso.
La sinistra lo ha incalzato e spronato sui contenuti, perché mantenga la
promessa fatta agli elettori. Sostanzialmente, non lo ha mai
abbandonato.
Ecco perché abbiamo scelto una collocazione politica diversa dal PD.
Abbiamo aderito al Movimento di “Sinistra democratica” e lavoriamo per
il suo Comitato promotore per la nostra provincia. Un movimento
impegnato nella costruzione di un nuovo soggetto politico unitario della
sinistra Italiana, collocato nel socialismo europeo. In piena aderenza
alla cultura del pacifismo; dell’ambientalismo e della battaglia per la
parità tra i sessi.
Con questo spirito e impegno, partecipiamo alla vita politica della
nostra città.
Ringraziamo per l’attenzione.
In fede
Germano Zanzi
Fabiana Zanzi |