ALCUNE COSE SUL PD

Riceviamo e pubblichiamo

In questo mese di gennaio andiamo a concludere le elezioni primarie del PD iniziate il 14 ottobre 2007, con quella straordinaria affluenza di donne e di uomini che dissero chiaramente che dalla politica vogliono qualcosa di nuovo.
E’ importante che tutti gli italiani che sono andati alla prima tornata anche questa volta vadano a votare per le primarie. Le elezioni dei segretari, dei dirigenti comunali e delle strutture di base sono importanti per dichiarare che il pd è veramente un nuovo partito. Dobbiamo pertanto candidare persone che abbiano sia esperienza politica, ma che allo stesso tempo rappresentino anche il nuovo che il pd incarna.
Ci sono molti motivi e ci sono anche tanti modi per cambiare la politica.
Il modo migliore per farlo non è buttare via tutto quello che hanno rappresentato fino ad oggi i partiti politici (col PD non si stanno infatti buttando via le radici dalle quali sia i ds, sia la margherita provenivano) ma è quello di creare una classe dirigente periferica che abbia le capacità necessarie per progettare il futuro delle nostre città, per continuare ad essere il motore della nostra società (sia in ambito culturale che politico). E’ importante che sappiano dire, nelle riunioni di partito a livello superiori, quali sono i bisogni della gente.
Sembra, ad esempio, che i dirigenti nazionali del pd ed i membri del governo abbiano scoperto oggi che il potere d’acquisto di pensioni e stipendi si sia enormemente ridotto negli ultimi 5-6 anni, mentre tutti noi abbiamo la coscienza che questo è il problema principale delle famiglie italiane, fino a farlo quasi diventare una vera emergenza nazionale. Penso che con un po’ più di coraggio e ascoltando magari più attentamente la base del nostro consenso elettorale la politica economica del governo poteva essere un po’ più bilanciata in questo senso, anche se sappiamo che era necessario risanare il nostro paese e fare ripartire l’economia (ricordiamo che col governo Berlusconi la crescita economica era pari a 0).
Non dimentichiamo quel manifesto di qualche anno fa che recava la scritta “a fine stipendio avanza troppo mese”.
Credo quindi sia necessario che da parte nostra ci sia la capacità per definire quale tipo di politica debba mettere in campo il governo.
Potrei dilungarmi molto sulle questioni che ritengo prioritarie per una buona azione di un buon governo di centro sinistra, ma preferisco soffermarmi su quello che credo io debba essere il pd.
Ribadisco la necessità di mettere in campo persone capaci di esprimere un pensiero politico complesso e articolato, ma che abbiano anche le capacità di stare lontani dalle logiche dei vecchi partiti.
Ritengo perciò che dobbiamo essere in molti il 19 e il 20 a dire la nostra opinione su questo tema, votando i candidati che riteniamo più idonei a portare avanti una politica nuova che abbia come obbiettivo quello di fare dell’Italia un paese normale.
Io sono sicuro che mai come in questo momento ci sia bisogno in Italia (e in Europa) di una buona politica di sinistra. Siamo tutti di fronte a un nuovo capitalismo sfrenato che grazie a una globalizzazione distorta sta allargando ancora di più le forbici tra ricchezza e povertà nel confronto tra nord e sud del mondo, ma anche all’interno dei paesi del mondo sviluppato come il nostro. Proprio per questo ritengo sia necessario il progetto del pd, un nuovo partito più grande, più forte, che coinvolge donne e uomini che provengono da sinistra, da esperienze del cattolicesimo democratico e di donne e uomini che, pur non avendo mai fatto esperienze politiche, sentono questo nuovo partito a loro molto vicino, perché lo ritengono capace di risolvere i problemi del nostro paese.
Molti di sinistra hanno mostrato perplessità su questo progetto, ma io sono convinto che tutti dobbiamo guardare all’interesse generale del paese e soprattutto delle sue fasce più deboli.
Col pd abbiamo un’opportunità in più: non dobbiamo guardare sempre solo al nostro piccolo orticello, nostro simbolo, a noi comunque tanto caro.
In gioco non c’è solo la sopravvivenza di un singolo partito. Ci stiamo giocando il futuro del paese (se continuerà ad appartenere a quella fascia di paesi moderni e sviluppati o se rischia il declino e la serie b.).
Per questo penso che tutte le persone di sinistra debbano votare per le primarie facendo parte di questa grande speranza per il futuro del nostro paese, sapendo che la loro cultura e le loro radici non avranno solo diritto di cittadinanza, ma saranno parte fondante della nuova e buona politica italiana.

Paolo Dal Fiume

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