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Alcune centinaia di anni fa, noi europei iniziammo a
conquistare una gran parte di mondo in maniera fisica, ovvero, sbarcavamo su
un territorio, uccidevamo un po’ di persone, andavano dai capi del posto (se
erano ancora in vita) e gli dicevamo: senti gran capo, hai perso, tu non sei
capace di governare, io ti faccio le strade, ti insegno la nostra religione
(la tua è sbagliata) ti insegno a vivere a modo mio (che è il migliore), “ti
civilizzo!”
Per cui fatti da parte, se vuoi restare devi fare ciò che ti dico,
logicamente per tutti questi insegnamenti mi devi pagare e io costo caro.
Al che il gran capo se ancora era in vita doveva accettare, alcuni che non
accettarono furono “cessati” e sostituiti da altri più “buoni".
Poi con il tempo questa situazione non ha più retto e per mantenerla in vita
è stata applicata prima la forza delle armi nuda e cruda verso tutta la
popolazione e poi vedendo che questa era improduttiva, palesemente cruda e
non accettata dalla maggior parte delle popolazioni occupanti si è pensato
di far intervenire la vera arma segreta ovvero i “mercanti” (si possono
chiamare così, ma altri nomi sono finanziatori o investitori o
multinazionali).
Questo si è rivelato il migliore esercito di tutti i tempi: ottiene solo
vittorie con morti esclusivamente nel campo avversario.
Ora è lecito chiedersi se le popolazioni di quei paesi sono legittimate ad
andare nei paesi dai quali sono stati conquistati per ricercare un po’ di
quel benessere di cui sono stati privati.
Le popolazioni dei paesi occupanti sono responsabili in solido con i loro
governanti di ciò che è stato? Da queste occupazioni non ne abbiamo tutti
noi tratto profitto per il tipo di vita che oggi conduciamo rispetto a
quello delle popolazioni che abbiamo colonizzato?
Non sono molte domande, alle quali ognuno di noi (la nostra coscienza)
dovrebbe rispondere.
Alessandro Antonellini |