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Il Museo Francesco Baracca ha un nuovissimo gradito
ospite al suo interno. La Ferrari Intervignale, esposta dal dicembre
2006 fino a pochi giorni fa, ha lasciato spazio alla Tipo 166 F2.
Il responsabile delle attività museali Daniele Serafini si è recato
personalmente a Modena a ritirare l’auto che, con un carro attrezzi
messo a disposizione da Baroncini Soccorso, è stata trasportata fino a
Lugo. Dopo una breve sosta in piazza Baracca dove un centinaio di
lughesi hanno potuto ammirarla in anteprima, la vettura è stata poi
trasferita al Museo Francesco Baracca. Resterà esposta, nel tempio
dell’Asso dell’aviazione lughese, per un lungo lasso di tempo.
“Un arrivo molto importante quello della Tipo 166 F2- ha commentato il
Sindaco di Lugo Raffaele Cortesi- in quanto si tratta di una vettura
forse non conosciutissima ma di grande prestigio della Ferrari. Il Museo
Baracca si arricchisce così ulteriormente di un “pezzo” pregiato, tutto
da vedere e presenta ai suoi visitatori, tra l’altro in forte aumento
negli ultimi due anni, un gioiellino che vale veramente il tagliando
d’ingresso. Una sorta di prosecutio della Festa del Cavallino che quest’anno
ha riscosso ampi consensi; per gli amanti della Ferrari e
dell’automobilismo in genere, Lugo cercherà di rimanere una città in
pole position”.
“Questa vettura fu la capostipite delle vetture di F2 della Casa di
Maranello- precisa Lo stesso Daniele Serafini- e la prima auto da
formula con motore aspirato, motore che regalò poi, nel corso delle sue
varie evoluzioni, la vittoria in F1 di Gonzales, nel 1951. Non vennero
costruite molte vetture per questa categoria, ma vennero in ogni caso
gettate le basi per una diversa concezione di motorizzazione, vedi il
quattro cilindri in linea, ideato e progettato da Aurelio Lampredi,
progettista che diede i primi successi nel campionato del mondo di F1
alla Ferrari. Enzo Ferrari era solito dire: “le auto da corsa non sono
né belle né brutte; diventano belle quando vincono”. In ogni caso la
Tipo 166F2 non è affatto una brutta auto. Un’auto che si dimostrò molto
presto competitiva”.
L’esordio della vettura avvenne al GP di Firenze il 26 settembre 1948 e
il pilota Raymond Sommer si aggiudicò la gara toscana riscuotendo un
grande consenso dalla stampa italiana. Sempre nel 1948 la Scuderia
Ferrari partecipò ad altri sette GP internazionali con la 166 in
configurazione sport-corsa, affidando alcune vetture a scuderie private
e a piloti del calibro di Nuvolari, Cortese, Righetti, Biondetti,
Bianchetti e il mitico principe Igor Troubetskov.
Dal 1949 la vettura riceve un nuovo propulsore e sono da segnalare le
due vittorie di Alberto Ascari (Bari e Reims) e quella di Fangio a Roma.
Nel 1950 arriva ad erogare una potenza di 310 CV, regalando alla Rossa
sei vittorie in 13 GP disputati. Poi le vittorie raddoppieranno: tredici
centri su diciassette gare. L’auto viene successivamente impiegata dal
1951 al 1958 come “sorella minore” delle più titolate 500.
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