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In
materia di caccia,la Regione Emilia - Romagna ha deliberato le modalità per
il prelievo in deroga nelle province e nei riguardi di quelle specie di
avifauna che, più di altre, arrecano danni alle produzioni agricole.
Di fondamentale importanza, al fine della salvaguardia delle stesse
popolazioni selvatiche, è stato ritenuto necessario intervenire nel rispetto
della biologia della fauna stessa e nella fase temporale in cui questa può
arrecare i maggiori danni alle colture. A tal fine la deliberazione
regionale stabilisce le modalità di intervento in ogni singola provincia e
per ogni singola specie.
Per la provincia di Ravenna si interviene nei confronti di : passero,
passera mattugia, tortora dal collare orientale, cormorano e storno.
Si potranno cacciare:
PASSERO- P. MATTUGIA dal 1 settembre al 10 ottobre esclusivamente da
appostamento fisso e temporaneo, senza uso di richiami vivi, esclusivamente
nel raggio di 100metri da coltivazioni sementicole, con coltura in atto, dai
frutteti e dai vigneti, per un massimo giornaliero e stagionale di 10 e 50
capi per operatore;
TORTORA DAL COLLARE dal 1 settembre al 31 ottobre da appostamento fisso e
temporaneo esclusivamente nel raggio di 100 metri da coltivazioni di
girasole e sorgo con coltura in atto, per un massimo giornaliero e
stagionale di 5 e 50 capi per operatore;
CORMORANO dal 1 dicembre al 31 gennaio 2008 da appostamento e/o vagante,
esclusivamente nel raggio di 100 metri da bacini destinati all’allevamento
del pesca, per un numero massimo giornaliero e stagionale di 5 e 30 capi per
operatore;
STORNO dal 1 settembre al 15 novembre esclusivamente da appostamento fisso e
temporaneo, senza l’uso di richiami vivi, su tutto il territorio provinciale
delimitato a sud dalla congiungente la strada provinciale n.70 di Prugno con
la n. 63 di Valletta-Zattaglia e la strada Comunale per Monte Visano fino al
confine con Forlì-Cesena, per proseguire dal 16 novembre al 15 dicembre, da
appostamento fisso e temporaneo, senza uso di richiami vivi esclusivamente
nel raggio di 100 metri da vigneti, frutteti ed uliveti, dell’intero
territorio provinciale, per un numero massimo giornaliero e stagionale di 20
e 200 capi.
Con la medesima deliberazione, la Regione Emilia - Romagna ha provveduto
altresì ad individuare le esclusive figure che possono occuparsi di tale
prelievo, individuandole fra i cacciatori residenti in Regione Emilia -
Romagna quelli iscritti all’ATC locale, ai residenti che esercitano la
caccia con mobilità, che esercitano la caccia in aziende faunistiche
venatorie o che abbiano optato per la caccia da appostamento fisso con uso
di richiami vivi .
Contemporaneamente, nella medesima seduta, la Regione ha stabilito di
rinviare alla prossima stagione venatoria il divieto di utilizzo dei pallini
di piombo nelle zone di protezione speciale di zona umida.
Si ribadisce che in tali zone è vietata la preapertura, nelle modalità e per
le specie previste dal calendario venatorio provinciale, rimanendo
consentito il prelievo in deroga alle specie e nelle modalità sopra
descritte per la difesa delle colture agricole.
“C’era molta attesa rispetto a queste decisioni assunte dalla giunta
regionale sia da parte del mondo venatorio, ma in particolare da parte degli
agricoltori. In questo periodo stanno maturando colture suscettibili di
gravi danni da parte di storni, passeri e tortore. La possibilità di
consentirne il prelievo in deroga contribuirà certamente a contenere i
danni. Il dibattito sull’argomento negli ultimi giorni è stato molto serrato
- dichiara l’assessore provinciale alla caccia Libero Asioli - penso che la
giunta, anche alla luce del parere dell’Istituto Nazionale Fauna Selvatica,
abbia assunto la migliore decisione possibile. Ricordo che si tratta di un
atto che disciplina la possibilità di caccia in deroga previsto dalla
normativa europea per la difesa delle colture e questa è la motivazione per
cui non è stato previsto l’uso dei richiami vivi. Ora, l’auspicio è che la
deliberazione regionale possa avere il suo corso e che sia possibile attuare
gli interventi di difesa delle colture che si vogliono tutelare.” |