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In una lettera ad un altro giornale, un lettore scrive
che: “sono in tanti a parlare del problema del sabato sera, ma per la
soluzione propongono solo palliativi e i giovani, purtroppo, continuano a
morire sulle strade. La soluzione migliore, semplice ed efficace - scrive -
è anticipare l’apertura e la chiusura delle discoteche. Se avessero chiuso
prima i due giovani che sono morti nell’incidente sulla A22 alle 4 e trenta
di sabato scorso, per un colpo di sonno della ragazza alla guida, sarebbero
ancora vivi”.
E’ un lettore, non un ministro, come si attenderebbe dopo che la richiesta
dell’anticipo degli orari è stata portata avanti da anni! Nella nostra
provincia in particolare dalle Acli. E non è nemmeno un sindaco a parlare,
cui spetta la responsabilità di decidere gli orari.
Sul rischio del colpo di sonno all’alba, non c’è alcun dubbio, essendosi più
volte i medici, pronunciati in tal senso.
Come può la Pubblica Amministrazione non intervenire a fronte di una
dichiarazione di stato di rischio presentata dall’autorità sanitaria?
Misteri, non poi tanti, delle regole della nostra moderna economia e di,
conseguenza, della nostra politica.
Arrigo Antonellini
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