MANTOVA-LUGO: 37-35

Ho deciso di mettere la foto della presentazione delle squadre nel Palazzo dello Sport di Mantova (capienza 5.000 posti) piuttosto che una delle tante altre che ho fatto, compreso quelle della grande festa del dopo partita dei leoni della Gattelli e dello staff tecnico lughese.
Questa: perché la presentazione, il “ci siamo noi” e non Ferrara o Trento, solo per citarne alcuni, è il segno dello storico successo dello sport lughese e di tutta Lugo: gara tre, dei play off per la serie A.
Ma di questa impresa ci sarà tempo di parlare e soprattutto di citarne tutti i protagonisti.
Ora, a bocce ferme, con i giocatori finalmente in vacanza (solo sportiva, perché non sono professionisti come di tutti gli altri della B1) bisogna rimanere sul primo impatto di questa grande giornata: già, lui, il Palazzo dello Sport. Solo chi l’ha visto (ma quello di Mantova non è speciale rispetto a quelli di Forlì, Bologna, Ferrara, Genova, Cantù e tutti gli altri della B) può capire sino in fondo il senso dell’impresa compiuta dalla società lughese.
L’impianto dà la misura del rango di una società: è inevitabile sia così. Ma dà anche la misura del rango di una città, della considerazione che ha di se stessa. Non è un’esagerazione. Fortunatamente troppo importante è lo sport (a parte le degenerazioni del calcio), nella società di oggi. E lo è ancora di più perché tra le cose importanti, è una di quelle che riguardando la parte più preziosa di una collettività, i suoi giovani.
La meravigliosa pallavolo lughese è stata relegata a giocare questa storica stagione in palestra!
In questo caso è purtroppo emerso il distacco tra gli amministratori pubblici di una collettività (tra l’altro mai visti in palestra), incapaci di dare risposte adeguate ai grandi meriti di una delle parti migliori della collettività amministrata. E non importa se non abbiamo letto lamentele in proposito da parte della società. Anzi, importa in senso positivo, nel senso che questo va ad ulteriore suo merito.
La cosa la dobbiamo evidenziare noi che abbiamo il dovere di rappresentare i lughesi che hanno saputo della cosa e soprattutto quelli che in palestra ci sono stati tutto l’anno, compresa ovviamente anche alla festa di Mantova.
Detto questo, che troverà finalmente, dopo vent’anni, la parola fine nella prossima stagione, parliamo di sport, partendo dal 35 a 37. Ma domani. Domani, perché dopo l’ancora caldissimo 35 a 37 di Mantova e il 12-15 del tie break di gara due (dopo un 11 a 10, in rimonta da 1 a 7, potrebbe scappare, appunto perché troppo a caldo, qualche irrazionale nota di recriminazione. Mentre la Gattelli merita che si parli di lei solo ed esclusivamente per evidenziare meriti...

Arrigo Antonellini

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