Ho
deciso di mettere la foto della presentazione delle
squadre nel Palazzo dello Sport di Mantova (capienza
5.000 posti) piuttosto che una delle tante altre che ho
fatto, compreso quelle della grande festa del dopo
partita dei leoni della Gattelli e dello staff tecnico
lughese.
Questa: perché la presentazione, il “ci siamo noi” e non
Ferrara o Trento, solo per citarne alcuni, è il segno
dello storico successo dello sport lughese e di tutta
Lugo: gara tre, dei play off per la serie A.
Ma di questa impresa ci sarà tempo di parlare e
soprattutto di citarne tutti i protagonisti.
Ora, a bocce ferme, con i giocatori finalmente in
vacanza (solo sportiva, perché non sono professionisti
come di tutti gli altri della B1) bisogna rimanere sul
primo impatto di questa grande giornata: già, lui, il
Palazzo dello Sport. Solo chi l’ha visto (ma quello di
Mantova non è speciale rispetto a quelli di Forlì,
Bologna, Ferrara, Genova, Cantù e tutti gli altri della
B) può capire sino in fondo il senso dell’impresa
compiuta dalla società lughese.
L’impianto dà la misura del rango di una società: è
inevitabile sia così. Ma dà anche la misura del rango di
una città, della considerazione che ha di se stessa. Non
è un’esagerazione. Fortunatamente troppo importante è lo
sport (a parte le degenerazioni del calcio), nella
società di oggi. E lo è ancora di più perché tra le cose
importanti, è una di quelle che riguardando la parte più
preziosa di una collettività, i suoi giovani.
La meravigliosa pallavolo lughese è stata relegata a
giocare questa storica stagione in palestra!
In questo caso è purtroppo emerso il distacco tra gli
amministratori pubblici di una collettività (tra l’altro
mai visti in palestra), incapaci di dare risposte
adeguate ai grandi meriti di una delle parti migliori
della collettività amministrata. E non importa se non
abbiamo letto lamentele in proposito da parte della
società. Anzi, importa in senso positivo, nel senso che
questo va ad ulteriore suo merito.
La cosa la dobbiamo evidenziare noi che abbiamo il
dovere di rappresentare i lughesi che hanno saputo della
cosa e soprattutto quelli che in palestra ci sono stati
tutto l’anno, compresa ovviamente anche alla festa di
Mantova.
Detto questo, che troverà finalmente, dopo vent’anni, la
parola fine nella prossima stagione, parliamo di sport,
partendo dal 35 a 37. Ma domani. Domani, perché dopo
l’ancora caldissimo 35 a 37 di Mantova e il 12-15 del tie break di gara due (dopo un 11 a 10, in rimonta da 1
a 7, potrebbe scappare, appunto perché troppo a caldo,
qualche irrazionale nota di recriminazione. Mentre la
Gattelli merita che si parli di lei solo ed
esclusivamente per evidenziare meriti...
Arrigo Antonellini |
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