|
Passata
l’euforia per lo straordinario successo politico delle elezioni Primarie
(non una sorpresa comunque, visto che non sono state le prime), lo spazio
ora è ai commenti espressi a mente più lucida sulla lettura dei numeri.
Uno di questi vieni dal Sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, che invita
ad interrogarsi sul perché non siano stati molti i giovani che hanno
partecipato alle Primarie. “I giovani non sono andati a votare - osserva ed
è un rapporto che il nuovo partito deve costruire”.
Ma forse sarebbe stato meglio, piuttosto che rinviare un problema
sicuramente già noto al dopo 14 ottobre, affrontarlo già prima, nella fase
preparatoria delle Primarie, sempre valendo la giusta filosofia del “meglio
tardi che mai”.
Del resto, essendo quella dei giovani, meglio dei ragazzi appunto, una
classe demografica purtroppo, decisamente “scarsa” (a parte,
“fortunatamente”, i figli più piccoli degli extracomunitari), era ovvio che
non possano essere contemporaneamente in due luoghi contraddittori tra loro:
alle oceaniche assemblee di Beppe Grillo, da dove mandano un V ai partiti e
anche, allo stesso tempo, alle iniziative degli stessi partiti.
La prima cosa che viene da pensare è un’ovvietà. Forse, se tra i tanti
candidati presenti nelle liste, i ragazzi fossero stati di più, di giovani a
votare, prima di tutto loro stessi, poi i loro amici, ne avremmo avuti di
più. Nel seggio Lugo2, ad esempio, dove i sette ragazzi della lista “Scusa
sono giovane: posso entrare?” sono personalmente conosciuti, di giovani a
votare ne sono venuti invece alcune decine.
Ancora più nel dettaglio, se i pochi ragazzi presenti nelle “liste
ufficiali”, quelle di Veltroni in primo luogo, fossero stati collocati ai
primi posti anziché agli ultimi, di giovani, alla grande festa del PD, ne
avremmo visti di più.
Il dato del 34,5 di giovani eletti, lascia ovviamente perplessi, dal momento
che fa riferimento, quando il tema è quello dei ragazzi, a persone di 34, 35
anni…
Si è detto da più parti, affermazione oggettivamente incontestabile, che il
14 ottobre è la data di una nascita. Il tema è sul tavolo. Il Sindaco di
Ravenna, persona non di poco peso politico, se non altro per la sua enorme
responsabilità amministrativa, lo pone nell’agenda dei lavori.
Intanto, sul tema fondamentale dell’esercizio vero della democrazia di cui
le Primarie sono il caposaldo, si registrano, sempre nei commenti del dopo
voto, felici dichiarazioni: l’ex segretario provinciale della Margherita,
Paolo Valenti preannuncia le elezioni Primarie per la scelta del candidato
Sindaco.
Già finalmente, a sessant’anni da una Costituzione che sancisce il diritto
dei cittadini di scegliere i propri amministratori (e non solo di avvallare
o meno, con l’unica alternativa del voto all’”avversario” politico, la
scelta fatta dai dirigenti di partito) ciascuno di noi avrà finalmente il
Sindaco che si merita…
Arrigo Antonellini |