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I dati recentemente resi noti dalla
Provincia sull’occupazione dei giovani diplomati e
laureati mettono in evidenza che le differenze tra
uomini e donne è ancora notevole.
Per le diplomate a tre anni e mezzo dal termine degli
studi la percentuale è ancora del 6,67% contro solo il
3,65 degli uomini. Anche se va tenuto conto che la
percentuale di diplomati che poi si iscrivono
all’Università è di due punti più alta per le donne, il
49,81% contro il 47,20 degli uomini.
Ma la forbice più grande si riscontra quando il lavoro è
stato trovato. Le donne sono più precarie, guadagnano
meno e svolgono un’attività meno coerente con il proprio
percorso di studi (solo il 56.59% contro il 65,85 dei
maschi.
Solo poco più della metà delle donne delle donne, 51,95,
è a tempo indeterminato, mentre gli uomini sono già il
65,85%. Il divario poi si allarga ancora di più sul
fronte dello stipendio. Solo il 32,48% delle donne
guadagna più di mille euro al mese, mentre gli uomini
che ne “godono” sono il 65,28%.
Dati che meriterebbero davvero di essere commentati.
Arrigo Antonellini |