
MERITO LO STIPENDIO
|
Il costo del funzionamento della Camera, a fronte di quelli per gli Enti di secondo, terzo e quarto grado sparsi per tutto il paese, Bassa Romagna compresa, sono solo un paio di gocce nel mare della spesa pubblica, e il servizio mensa, una di queste due gocce. Ma come già dicevamo ieri, quando abbiamo dato la notizia del taglio di oltre 3 milioni di euro voluto da Albonetti al costo del “mangiare” dei deputati, si tratta di gocce che ineriscono direttamente il vertice della politica, il Parlamento, e quindi particolarmente significative. Non c’è solo la mensa, ci sono anche gli stipendi dei parlamentari, una goccia un pochino più grossa di quella della mensa. “Il problema – dice Albonetti – non è tanto quanto costano i politici, ma se meritano quello che guadagnano. E’ una questione di efficienza: nessuno si scandalizza per quanto guadagna un medico perché il suo servizio è utile ai contribuenti”. Un deputato “guadagna” 13.500 euro netti al mese per dodici mesi, è stato “ricordato” al Questore. “Se un parlamentare vuole fare il suo lavoro con qualità e con coscienza, le spese non sono poche. Io ne rimango 6.500, uno stipendio non più alto di quello di un dirigente d’azienda o di un professore universitario, come mi era stato offerto di fare. Il problema – ripete Albonetti – è stabilire se merito 6.500 euro. Sono umile per indole, ma la mia risposta è positiva”. “Allora perché tra la gente è diffuso il sentimento che invece i politici non li meritino” è la incalzando domanda dell’intervistatore. “Perché fondamentalmente la seconda repubblica ha fallito – è la riposta del nostro parlamentare – Il bicameralismo imperfetto, il titolo quinto che rende impossibile capire se una questione competa allo Stato o alle Regione, la vergognosa legge elettorale che toglie il potere di scelta agli elettori (è in corso la raccolta di firme per modificarla, n.d.r.), le coalizioni con nove partiti (il referendum li riduce, n.d.r.) hanno impantanato la politica al punto in cui, per prendere qualunque decisione, si deve ascoltare il mal di pancia di tutti”. “Ma il malumore sembra dare buoni frutti, come attesta la sua iniziativa della drastica riduzione dei costi della “mensa” dei parlamentari?”. Ultima domanda. “Purtroppo invece succederà – conclude Albonetti – che le persone “oneste” diranno basta con questo lavoro. Chi me lo fa fare a farmi il sangue marcio e poi sentirmi dire dagli amici che sono un mangiapane a tradimento? Resteranno quelli che non hanno scrupoli ad essere disonesti”. Questa volta speriamo davvero che Albonetti si sbagli…
Arrigo Antonellini |