UN O.D.G. PER CHIEDERE LA CANCELLAZIONE DEL TETTO SUL 5 PER MILLE

 

Il consiglio provinciale ha approvato a maggioranza – astenuto il consigliere Matteo Raspanti (Rc) – un ordine del giorno, presentato dalla consigliera Giovanna Benelli (FI), riguardante “Il tetto sul 5 per mille”. L’o.d.g. chiede “al Parlamento, al Governo nazionale ed alle forze politiche nazionali e locali di impegnarsi a cancellare la disposizione prevista dal comma 1237 della finanziaria 2007, il cosiddetto “tetto” e che “la disposizione del 5 per mille, senza limitazioni di tetto, diventi contenuto stabile della nostra legislazione fiscale”.
Segue il testo integrale dell’o.d.g. approvato: “Preso atto che, in base a indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, con la dichiarazione dei redditi 2006 oltre 15,8 milioni di italiani hanno scelto di devolvere il 5 per mille del proprio gettito fiscale in favore di enti con finalità non lucrativa, in vari settori di pubblico interesse, utilizzando la norma introdotta nei commi 337-340 della L. Finanziaria 2006. Sottolineato che 6 contribuenti su 10 hanno utilizzato questa possibilità di vincolare a destinazione di utilità sociale (volontariato, non profit, promozione sociale, ricerca sanitaria e scientifica) una percentuale del prelievo fiscale. Ricordato che la Corte Costituzionale, con sentenza n. 202 del 6 giugno 2007, ha respinto il ricorso delle Giunte regionali della Campania, del Friuli Venezia Giulia e della nostra Emilia-Romagna avverso il 5 per mille per presunte violazioni delle competenze regionali, in tal modo rafforzando la validità di questa misura legislativa che favorisce la partecipazione e la responsabilizzazione dei cittadini nel contribuire alla destinazione del prelievo fiscale. Rilevato che il comma 1237 della Finanziaria 2007 ha introdotto un tetto alla destinazione del 5 per mille pari a 250 milioni, se il gettito complessivo derivato dal 5 per mille producesse – come di fatto ha già prodotto – una cifra complessiva superiore a questo tetto, lo Stato tratterrà l’eccedenza. Evidenziato che la partecipazione notevole registrata da questa misura di libera scelta fiscale, come sopra riportato, consente di stimare una destinazione tramite il 5 per mille di circa 400 milioni, dato, che se venisse riconfermato nelle scelte dei cittadini, farebbe scattare il tetto previsto dall’ultima finanziaria e di fatto ridurrebbe secondo stime autorevoli, la vera percentuale complessiva destinata a non profit, ricerca e sanità ad un 3 per mille. Segnalato altresì che la modulistica predisposta dall’Agenzia delle Entrate sul 5 per mille e la stessa informazione istituzionale pubblica in materia non segnala con chiarezza questa nuova disposizione, violando così un principio di correttezza e trasparenza. Tutto ciò premesso, valuta come positiva, utile e fattore di crescita e responsabilizzazione democratica, la norma del 5 per mille, in quanto rappresenta anche una coerente applicazione pratica del quarto comma dell’art. 118 della Costituzione Italiana. Chiede al Parlamento, al Governo nazionale ed alle forze politiche nazionali e locali di impegnarsi a cancellare la disposizione prevista dal comma 1237 della finanziaria 2007 – ovvero il cosiddetto “tetto” - non coerente con le disposizioni normative confermate dalla stessa Corte Costituzionale ed anche in quanto introdotta senza corretta e trasparente comunicazione. Chiede altresì che la disposizione del 5 per mille, senza limitazioni di tetto, diventi contenuto stabile della nostra legislazione fiscale”.
Hanno preannunciato il proprio voto favorevole i consiglieri Tiziana Bandoli e Guido Fabbri (Ulivo) e i capigruppo Massimo Mazzolani (AN) e Alma Tampieri (Rc).

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