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Un
otto marzo speciale al Tondo per commemorare i cento anni della giornata
mondiale della donna, legata al ricordo del rogo in cui nel 1908
nell’industria tessile “Cotton” di New York trovarono la morte 129 operaie
che scioperavano per le terribili condizioni in cui erano costrette a
lavorare. Un programma denso, dove si sono alternati momenti di riflessione
e di denuncia, letture di brani, intermezzi musicali e scenette ironiche
sulla condizione femminile.
L’apertura ha visto la partecipazione del Sindaco, Raffaele Cortesi, che ha
portato il saluto dell’Amministrazione Comunale e l’auspicio che la
condizione femminile in Italia corrisponda sempre più ai principi di parità
e di uguaglianza sanciti dalla nostra Costituzione e sia garantita al
massimo la partecipazione delle donne alla vita politica.
A nome dei Sindacati Confederali e CUPLA , Antonella Bezzi della CGIL ha
sottolineato che la manifestazione unitaria indetta da CGIL, CISL e UIL in
occasione dell’8 marzo intende ribadire i principi di fondo del lavoro,
della libertà di scelta, dello sviluppo e della qualità della vita delle
donne. Favorire l’occupazione femminile, per garantire alle donne
l’autonomia e la libertà è l’obiettivo primario del Sindacato, che vede lo
sviluppo economico correlato alla qualità della vita delle famiglie. Quindi
“il pane e le rose" com’era scritto nello striscione delle operaie tessili
nel 1908.
Santina Ricci ha dato il benvenuto a nome del Centro Sociale Il Tondo,
promotore ed organizzatore dell'evento riaffermando il valore particolare
che assume quest’anno la festa della donna, nel momento in cui sono messi in
discussione alcuni diritti che le donne sapevano di aver acquisito, in
particolare quello di scelta e di autodeterminazione. Tali diritti sono
garantiti dalla legge 194, che non va modificata, ma applicata fino in
fondo, creando in tutte le Regioni i consultori, cui la legge affida il
compito dell’educazione sessuale e della prevenzione.
Altri temi affrontati, con la lettura di dati e poesie sono stati quello
della violenza sulle donne e dei rapporti fra i sessi. La drammaticità della
violenza sulle donne in Italia è emersa dalla constatazione che la prima
causa di morte e di invalidità permanente delle donne tra i 14 e i 50 anni è
costituita dalla violenza, spesso consumata tra le pareti domestiche. Una
poesia, “Occhi di donna “, è stata dedicata a Donatella Colasanti, che negli
anni ’70 fu il simbolo della brutalità della violenza sulle donne e,
sopravvissuta al massacro del Circeo, per tutta la vita si è battuta per
avere giustizia, tanto che le sue ultime parole prima di morire furono
“Battiamoci per la verità”.
Per attenuare la tensione e sorridere con ironia su alcuni aspetti di vita
quotidiana, attori improvvisati hanno recitato scenette incentrate su figure
femminili, tra cui la tradizionale “azdora”, rivisitata in chiave moderna da
Dina Traversari.
A tutte le intervenute è stato donato il tradizionale mazzetto di mimosa,
che vuole rappresentare il simbolo della delicatezza ed insieme della
tenacia delle donne, delle loro lotte, dei diritti faticosamente ottenuti e
della loro determinazione nel riaffermarli.
Il ricavato delle generose offerte sarà devoluto alla costruzione di una
casa per accogliere adolescenti gestanti in Brasile ad opera di
un’associazione di volontari laici che svolge volontariato assieme ad un
gruppo di suore francescane e cerca di strappare dalla strada giovani
avviate alla prostituzione.
Velia Ferrioli
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