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Ricordava
con simpatia l’ex sindaco di Lugo, Maurizio Roi, fortemente impegnato nel
Progetto Lugo-Sao Bernardo, che faceva scalpore, “solo” quindici anni fa,
quando scrivevo che i lughesi erano stupiti da quel via vai sulle scale
della Rocca, di preti e suore, per i primi incontri che facevano nascere il
Progetto di Solidarietà.
Lunedì prossimo, 25 febbraio, padre Nicola Silvestri, alla vigilia del suo
rientro in Mato Grosso in Brasile, le farà forse la centesima volta, queste
scale. Acqua sotto i ponti, si usa dire, o “muri caduti”.
Il coordinatore del comitato, il Primo Cittadino di Lugo, Raffaele Cortesi
ha invitato Padre Nicola ad aggiornare il Comitato sulla situazione in cui
opera, quella del Mato Grosso, una delle più drammatiche del mondo.
In particolare il missionario farà il punto di un’importante iniziativa,
nata propria grazie alla solidarietà dei lughesi. Aiutato da alcuni ragazzi
volontari, Padre Nicola ha “impiantato” una radio. Trasmette 18 ore al
giorno, è ascoltata, a cinquanta chilometri di distanza da dove trasmette,
da chi non ha nessun altro mezzo di informazione su ciò che succede a 10
metri dalla suo baraco.
Don Nicola, solo in una parrocchia immensa, per di più Vicario del Vescovo,
non può certo raggiungerli che una o due volte l’anno. Cittadini del mondo
che ovviamente non hanno né giornali, nè Tv (che pure non manca in nessuna
delle favelas di Sao Bernardo per la medicina delle telenovelas in uno
squallore incredibile). La radio di Padre Nicola porta la voce della Chiesa
e porta anche notizie, informazioni, sui servizi pubblici o privati che
possono essere usati, per pur pochi che siano. Comunque è voce di
espressioni di diritti.
Al suo rientro padre Nicola “dovrebbe” trovare un giovane sacerdote
brasiliano che “dovrebbe” rimanere con lui, sempre nella speranza che vadano
anche religiose. Non lo sapremo dalla sua radio, ma fortunatamente lo
sapremo da Internet, a proposito della quale, la Rete, se ne avesse i mezzi
economici, Padre Nicola la collegherebbe alla radio e anche da Lugo,
potremmo quindi sentire la sua voce. Chissà.
Arrigo Antonellini |