
PRIMO PASSO VERSO L'ISTITUZIONE DEL PAESAGGIO PROTETTO DEL FIUME LAMONE
|
S “La riunione si è rivelata proficua – commenta Fusignani. “Le associazioni agricole hanno mosso dei rilievi che ci hanno convinto ancora di più della necessità di far partire subito un tavolo tecnico. E’ vero che entro il 30 giugno dobbiamo presentare alla Regione la nostra richiesta d’inserimento nel Programma triennale di gestione del sistema delle aree protette della Regione, tuttavia ci resta un anno di tempo per l’istituzione del Paesaggio protetto. Vogliamo impiegare questo periodo di tempo a migliorare insieme, associazioni ed enti, i contenuti della proposta”. “E’ stato compiuto il primo passo verso la realizzazione di una novità che darà opportunità anche sul piano imprenditoriale. La valorizzazione di un’asta fluviale come questa può infatti creare le premesse per la nascita di nuove strutture ricettive sostenibili, come gli agriturismi, con una serie d’attività collaterali in grado di andare incontro alla sempre più crescente domanda del turismo naturalistico, cicloturistico ed equestre. In questo contesto si aprono nuovi scenari per quel che riguarda l’agricoltura poiché, tra le finalità del paesaggio protetto c’è proprio quella di valorizzare al massimo le produzioni agricole tipiche e gli allevamenti di razze autoctone”. “Abbiamo invitato tutte le associazioni perché siamo convinti che un’iniziativa come quella che stiamo intraprendendo non può prescindere dalla condivisione e dalla concertazione che deve vedere tutte le parti in causa come soggetti attivi non solo nella fase della gestione, ma anche nel processo dell’istituzione. La tipologia di area protetta consente la valorizzazione e la tutela di un territorio senza avere le rigidità e i vincoli di un parco; in questo senso mi preme sottolineare anche come l’istituzione del paesaggio protetto non modificherà l’attività venatoria”. Il fiume Lamone bagna sei Comuni (Brisighella, Faenza, Cotignola, Russi, Bagnacavallo, Ravenna) e per questo può essere considerato il fiume della nostra provincia; si snoda per 97 chilometri, che ne fanno il più lungo dei fiumi romagnoli. “La priorità resta comunque la sicurezza idraulica – puntualizza Fusignani – perciò risulterà determinante la presenza dell’Autorità di Bacino e il contributo del Servizio Tecnico di Bacino dei fiumi romagnoli che auspico possa rappresentare una sorta di vero e proprio ufficio tecnico del Paesaggio protetto”. |