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Riceviamo
e pubblichiamo
Quando abbiamo cominciato a discutere del Partito Democratico avevamo bene
in mente una cosa: lui, il partito, non doveva semplicemente essere un nuovo
partito, ma doveva essere un partito che avrebbe contribuito, in maniera
determinante e decisiva, a cambiare la politica del nostro Paese.
Credo che questo obbiettivo, in così poco tempo, sia già stato raggiunto.
Ancora prima della crisi politica che ha fatto cadere il governo Prodi e
che, per colpa del centro destra, ha fatto precipitare il Paese alle
elezioni politiche anticipate, l’effetto di questa nuova stagione politica
cominciava già a delinearsi.
La serietà dell’operazione del Partito Democratico era palese: per la prima
volta, nel nostro Paese, due partiti si mescolavano per dare vita ad una
nuova forza politica, riducendo di conseguenza il numero dei partiti. Noi
sappiamo infatti, che, fino ad oggi, soprattutto nella sinistra, la
normalità, erano le sissioni).
Quei partiti che stavano alla sinistra nel campo politico (e quindi del PD),
annunciavano la formazione di una nuova forza politica unitaria e
costringevano Silvio Berlusconi, dal predellino di un’automobile, a dar
l’annuncio di una nuova formazione politica unitaria di centro destra.
Credo quindi che il nostro partito abbia già fatto fare un passo in avanti
nella direzione della semplificazione della politica italiana.
Credo anche che ci sia ancora molta strada da fare, e che saranno necessarie
ancora molte riforme, ma noi del PD abbiamo intrapreso la strada giusta,
ovvero quella di rendere più semplice il quadro politico italiano per dare
stabilità e governabilità al nostro Paese.
Federica Zauli
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