
PEDALANDO IN BICICLETTA... ESCURSIONE LUGO - CONSELICE
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Riceviamo e pubblichiamo
Il variopinto serpentone procedeva ora allargandosi, ora restringendosi, guidato dai più esperti che, al grido di "macchina!!!" avvertivano del pericolo e si fermavano agli incroci per far passare tutti indenni, arrecando soccorso e conforto a chi mostrasse segni di difficoltà. La campagna risuonava del gioioso tintinnare di campanelli che echeggiavano nel silenzioso scenario tra i campi di grano ormai dorati, gli argini verdeggianti e le colline tinte di blu sullo sfondo. Tesori sconosciuti si aprivano agli occhi dei tranquilli escursionisti che, procedendo a ritmo adatto anche ai più "in erba", potevano ammirare antichi poderi semi diroccati, giardini rigogliosi, piante lussureggianti cresciute spontaneamente all'ombra di vecchi casolari abbandonati. La prima tappa prevista è stata al campanile, nell'omonima località, caratterizzata dall'elegante campanile che si erge sulla pianura un tempo ricoperta dalle acque della palude che si estendeva dalla linea Conselice - Ravenna fino al corso attuale del Po di Volano. Il complesso monumentale del campanile si compone di un campanile cilindrico la cui costruzione è avvenuta probabilmente attorno all'anno 1000 e di una chiesa ad una navata, ricostruita ai primi del XVI sec. su una pieve a tre navate più antica ed andata distrutta per le esondazioni del fiume Santerno. Dopo una bevuta rinfrescante alla fontana a lato del sagrato della chiesa. gli escursionisti hanno proseguito lungo le vie Pedrosa e Padusa e, superata brillantemente la salita del ponte di Ca' di Lugo, hanno imboccato la via Selice, verso la cittadina che prende appunto il nome da "Caput Silicis", essendo sorta nel punto dove termina in palude la via Selice, proveniente dalla via Emilia all'altezza di Imola. L'orologio del campanile di Conselice batteva le 10,30 quando la comitiva si fermava davanti al Centrai Bar, dove osservava sfrecciare sulle loro moto i "più attrezzati" e "grintosi" "colleghi" partecipanti al Motoraduno annuale. Il signor Bagnara Daniele della F.I.A.B. si è improvvisato guida turistica ed ha illustrato i principali monumenti del posto: la piazzetta Guareschi. inaugurata nell'ottobre 2004. affrescata con disegni di Lino Pellegrini. che rappresentano in particolare i due tipici personaggi di G. Guareschi, "Don Camillo" e "Peppone", collocati in un paesaggio vallivo, con la flora e la fauna caratteristiche e immagini delle attività praticate un tempo nella zona. come la "vecchia pescivendola". L'intero quartiere attorno alla piazzetta appare decorato da murales che evocano atmosfere popolane e creano scenografie palustri, come: "E murmuré dal can ch' al zuga cun e' vent". Oltre la piazzetta con il monumento ai Caduti Alpini c'è la piazza che ospita il monumento alla stampa clandestina e alla libertà di stampa: qui si trova la copia della vecchia pedalina, la stampatrice a pedale usata durante la dittatura fascista per stampare clandestinamente. Pare che la macchina venisse nascosta sotto terra in una vecchia casa di campagna per attutire il rumore quando veniva messa in funzione. Intorno alla pedalina vi sono riproduzioni di giornali del tempo, una lapide che ricorda le staffette partigiane, una che riporta passi del discorso di P. Calamandrei sulla Costituzione, del giugno 1954.
Dal Iato opposto, di fronte alla chiesa, il
monumento a Don Francesco Gianstefani, parroco di Conselice dal 1928 al
1962, opera in bronzo colato di Cesare Rabitti, inaugurata nel 2004. Il
prelato è raffigurato con la sua bicicletta, mezzo di trasporto che il
"prete povero" era solito usare. Su di lui si tramandano alcuni aneddoti
che ne fanno un personaggio alla Guareschi: in particolare si racconta
che durante una processione, poiché gli avventori del bar dei comunisti
di fronte alla chiesa non avevano interrotto il gioco delle carte cui
erano intenti, Don Gianstefani li richiamò al silenzio, in segno di
rispetto al passaggio dell'immagine sacra. Dopo la foto di rito davanti al monumento agli "scariolanti" tra i ritornelli intonati dalle poderose voci di alcuni "canterini", i cicloamatori hanno preso la strada per il ritorno a Lugo, per poi dividersi tra il folto gruppo di quelli che si sono recati a pranzo alla locale trattoria "La cascina" a recuperare tutti i chili smaltiti nella pedalata e un piccolissimo drappello di coraggiosi che sono arrivati a destinazione sotto il sole di mezzogiorno, ancora arzilli e scattanti e si sono lasciati al saluto di: "Tutti in sella ... alla prossima domenica!!!" Velia Ferrioli |