PERCHE' L'UNIONE DEI COMUNI?

Bella domanda. Una domanda che ha risposte tecnico-politiche complesse, ma che i cittadini "informati" o che volessero essere informati, si pongono da qualche mese. Ovviamente ce la poniamo anche noi, del vostro giornale nuovo, e non solo per dovere di cronaca, ma anche per la nostra stessa natura di giornale della Bassa Romagna. Già, giornale che riporta le notizie dei dieci comuni, proprio di quella Bassa Romagna, che, escluso Russi come dicevamo giorni fa, dal 1° gennaio, diventerà Unione.
Una domanda cui danno, o dovrebbero dare, risposta, le sedici grandi pagine a colori che abbiamo tutti ricevuto in questi giorni, mandateci dall'Associazione Intercomunale, che chiuderà i battenti il prossimo 31/12.
E almeno, questa era sicuramente l'intenzione, quella cioè di far capire le motivazione della scelta compiuta dai nove consigli comunali, di passare, dopo sette anni di vita, dall'Associazione, all'Unione.
Forse sarebbe stato più opportune un pò meno pagine, di dichiarazioni spesso ridondanti da parte degli amministratori, allo scopo di incentivare maggiormente la lettura di tutto quanto veniva mandato: già, è noto come spesso, diciamo purtroppo, la quantità, il tempo per leggere TUTTO, finisca per essere motivo di non lettura di NIENTE...
Ancora, forse sarebbe stato meglio una sintesi "delle ragioni per cui".
Tentiamo di farla noi per i nostri lettori una sintesi, ovviamente con ampio beneficio di inventario e senza alcuna pretesa di "azzeccarci", rimanendo quindi fermo l'invito, anche da parte nostra, a leggerle tutte quelle sedici pagine... se avete tempo!
Tre i temi che ci paiono prevalenti, i numeri, almeno quelli li trovate nel "giornalino".
- Il contributo regionale, già, soldi, sempre elemento rilevante nelle decisioni che si prendono
- Il ruolo: il desiderio di "pesare di più" sulle scelte degli Enti sovraordinati, Provincia e Regione, della serie l'"Unione" fa la forza.
- Le economie (quindi ancora soldi, ma non solo, in questo caso) che si prevedono dalla gestione associata di diversi servivi pubblici, a partire dalla stessa pianificazione territoriale. Non solo minori spese, ma anche, e forse soprattutto, maggiore efficienza, ma anche efficacia, dei servizi resi ai cittadini.
I primi consuntivi tra qualche mese, meglio, tra qualche anno.


Arrigo Antonellini

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