IL PIANO PER IL CENTRO STORICO DI BAGNACAVALLO

Il nuovo Piano Particolareggiato del Centro Storico (Ppcs), adottato lo scorso 31 luglio dal Consiglio Comunale di Bagnacavallo, si arricchisce di un nuovo strumento di partecipazione tecnica e popolare: Il laboratorio di urbanistica per il centro storico.
Il Ppcs infatti - la cui approvazione definitiva è prevista per fine 2007-inizio 2008 e relativamente al quale chiunque abbia interesse può in questi mesi presentare osservazioni - verrà ora analizzato e discusso anche da un inedito “laboratorio di urbanistica per il centro storico”. Ad anticipare la novità è il sindaco, Laura Rossi, la quale spiega che l’introduzione del nuovo laboratorio è stata pensata per «ottimizzare il lavoro fin qui svolto e poter passo passo verificare, anche in sede applicativa, la possibilità di eventuali miglioramenti del Ppcs.» Si tratta in sostanza di una speciale commissione, costituita dai due progettisti del Piano (gli architetti Sandra Galegati e Tiziano Conti), da tecnici istruttori comunali e da rappresentanti della cultura locale, che potrà valutare nel dettaglio tutti i progetti che verranno presentati. «Un’iniziativa quindi – spiega ancora il sindaco - che rappresenta un’opportunità per seguire e migliorare il Piano già nella sua prima fase di applicazione in salvaguardia e consentirne un’applicazione più partecipata. Un importante lavoro che potrà costituire inoltre l’elemento centrale di un secondo convegno (dopo quello dello scorso anno ad ottobre) sul Ppcs, di grande interesse anche per la Regione, che ha già manifestato l’intenzione di partecipare attivamente.»
Il nuovo laboratorio di urbanistica si insedierà a settembre mentre il convegno sul Ppcs si terrà entro l’anno.
Due dei principali obiettivi che si pone il nuovo Piano sono la conservazione degli elementi peculiari che conferiscono identità specifica al centro storico e soprattutto il miglioramento della qualità nell’attività edilizia per consentire una migliore vivibilità e fruizione del centro di Bagnacavallo.
L’attività edilizia legata al recupero per gli spazi per la residenza dovrà dunque essere ispirata a migliorare la condizione dell’abitare attraverso l’individuazione di alloggi di più ampie dimensioni e con dotazioni minime di servizi, una particolare attenzione agli elementi di finitura degli edifici, la riduzione dell’impatto di apparecchiature tecnologiche come antenne tv e condizionatori, il miglioramento dell’accessibilità degli edifici e della fruibilità degli spazi, la massima attenzione agli elementi di arredo esterno.
Il nuovo Ppcs, poi, non si esaurisce nell’ambito strettamente bagnacavallese, ma si inserisce all’interno di una programmazione territoriale più ampia rappresentata dal Piano Strutturale Comunale (Psc), elaborato in forma unitaria dai dieci Comuni dell’Associazione della Bassa Romagna.
Il Psc favorisce una pianificazione tesa a conservare l’identità specifica dei centri storici, a valorizzarli in termini di vivibilità nel rispetto del proprio passato, cercando di limitare l’espansione residenziale delle città. «In tal modo il Psc ha recepito – continua Laura Rossi – quanto Bagnacavallo ha realizzato in questi anni attraverso il Piano del 1981 che ha consentito di salvaguardare e valorizzare un patrimonio immenso, ma che oggi andava aggiornato. Dopo aver effettuato in questo quarto di secolo abbondante un consistente recupero del patrimonio edilizio della città, ora si rende infatti necessario puntare sulla qualità e anche sul mantenimento di quanto già recuperato secondo i principi che ispirano appunto il nuovo Piano.»
Va infine ricordato che parallelamente all’adozione del nuovo Ppcs sta procedendo l’elaborazione e la discussione sul piano strategico per il rilancio del centro storico e marketing territoriale, realizzato in collaborazione con l’agenzia per lo sviluppo locale Delta 2000. «Due importanti strumenti – conclude il sindaco – che si intrecciano e in forma sinergica si pongono l’obiettivo di governare uno sviluppo di prospettiva sempre più orientato alla qualità, capace di rispettare le vocazioni, le caratteristiche, le particolarità del centro storico e di rispondere ai bisogni dei cittadini e delle attività che in esso si svolgono. E dove la qualità ambientale diventa anche fattore di competitività e di coesione sociale: mai come oggi la bellezza della città, l’architettura, il paesaggio - che rappresentano le componenti immediatamente percepite dell’ambiente - costituiscono formidabili fattori di identità e di attrattività degli investimenti.»

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