IL PIANO DISTRETTUALE PER LA NON AUTOSUFFICIENZA

Con l’istituzione nel 2007 del Fondo Regionale per la Non  Autosufficienza, si è aperto un nuovo importante scenario, e tante nuove opportunità, per lo sviluppo e il potenziamento di servizi sociali e socio-sanitari che hanno come obiettivo prioritario gli interventi che sostengono le famiglie ed il mantenimento a domicilio delle persone non autosufficienti. Ci si riferisce in particolare, oltre che alla popolazione anziana, alle persone con disabilità gravi e gravissime, minori e adulti, le cui famiglie costituiscono la risorsa principale nei processi di assistenza.

Le risorse messe disposizione dalla Regione Emilia Romagna per l’area lughese ammontano per l’anno 2008 a 8.392.822 Euro finalizzati a sostenere, oltre ai costi a rilievo sanitario delle strutture per anziani non autosufficienti  (Case Protette, RSA, Centri Diurni), lo sviluppo di tutti i servizi utili ad aiutare le famiglie che si prendono autonomamente cura degli anziani e dei disabili e a ritardare per quanto possibile, il loro ricovero in struttura.

“Il Fondo – ha dichiarato Linda Errani Presidente del Comitato di Distretto - rappresenta un ampliamento delle opportunità per i cittadini, una maggiore qualità per la rete dei servizi e fornisce  una risposta universalistica a tutte le persone non autosufficienti, indipendentemente da età e condizione. Nel nostro territorio – prosegue Linda Errani -   è presente una rete assistenziale diffusa, diversificata e di qualità, è anche vero, però, che i servizi tradizionali coprono i bisogni di solo il 10% della popolazione ultrasettantacinquenne,  è dunque indispensabile sviluppare la domiciliarità, valorizzando e riconoscendo formalmente il lavoro di cura di badanti, famiglie e associazioni di volontariato. Il Piano per la non autosufficienza che abbiamo approvato stanzia risorse  per dare risposta a questa esigenza”.

Parere positivo anche da parte delle Organizzazioni Sindacali.

CGIL CISL e UIL hanno infatti sottoscritto l’accordo  con il quale  esprimono condivisione con le finalità e gli impegni assunti nel documento di pianificazione del 2008. Interventi che consentiranno  il potenziamento dei servizi per la domiciliarità, il riconoscimento delle forme di auto organizzazione delle famiglie, la promozione di forme innovative di assistenza. Non solo servizi in più per i n cittadini bisognosi di  cura e assistenza, ma, auspicano i sindacati,  anche maggior tempestività e personalizzazione degli interventi che sempre più devono essere  misurati sulla necessità del singolo.

In sintesi il Piano prevede progetti di sviluppo organizzati su diversi ambiti di intervento:

980.000  euro per nuove opportunità assistenziali e il sostegno alle famiglie attraverso assistenza domiciliare, trasporti, pasti, telesoccorso e teleassistenza, dimissioni protette dall’Ospedale, assistenza educativa e attività di socializzazione per i disabili, rafforzamento della rete  di supporto agli anziani soli e non in grado di provvedere autonomamente alle diverse necessità.

500.000 euro per ricoveri temporanei in strutture residenziali o centri diurni per garantire alla famiglia periodi di sollievo ma anche altre necessità ed emergenze che possono impedire  temporaneamente l’accudimento  a domicilio dell’anziano e del disabile.

Ulteriori 1.500.000 euro finanzieranno inoltre gli assegni di cura per anziani e disabili (anche in età minore) aumentando il numero degli assegni erogati, prevedendo anche un sostegno per che si avvale della collaborazione di assistenti familiari con regolare contratto di lavoro.

Il Piano finanzia inoltre l’estensione e il miglioramento dell’offerta per i servizi destinati alle persone disabili quali centri diurni socio-riabilitativi e socio-occupazionali, posti residenziali per far fronte alle emergenze, servizi di trasporto.

L’intercettazione del bisogno, la presa in carico  della famiglia e la tempestività nel fornire risposte adeguate  sono individuati nel Piano come elementi cardine per poter corrispondere ai bisogni reali delle persone non autosufficienti. Sulla centralità di questi temi si è convenuto con le Organizzazioni Sindacali assumendo l’impegno a lavorare per migliorare e  semplificare l’accesso ai servizi.

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