PRECARIATO: ECCO IL “PIANO-PIANO” DEL GOVERNO

 

Si scopre oggi che principalmente sono tre le proposte-di riforma della contestatissima legge Biagi.

La prima riguarda i contratti a tempo determinato, essi  per definizione sono contratti che hanno una durata limitata nel tempo difatti si presume che se una impresa vuole il lavoratore più a lungo, c'è il contratto normale, a tempo indeterminato. Dal 2001 però possono essere ripetuti svariate volte , basta che passino 20 giorni tra la fine di un contratto e l'inizio del successivo. E' la visione della verginità del centro-destra, dopo venti giorni di astinenza le ragazze riacquistano la verginità. Il governo, giustamente, vorrebbe che le cose tornassero secondo natura, senza che un dipendente debba aspettare 20 giorni senza stipendio aspettando di tornare appetibile per l'impresa.

Sui contratti minori della Biagi la riforma intende cancellare i contratti di staff leasing e di lavoro a chiamata. Come osserva giustamente il Corriere della Sera, sono modalità per regolarizzare (soprattutto a livello fiscale) prassi che esistono a prescindere dalla Biagi. Perché i "camerieri per un giorno" esisteranno sempre, e perché le cooperative che prendono in appalto le pulizie del gabinetto del sindaco e fanno fare il lavoro a un cococò sono peggio - per il lavoratore - che lo staff leasing. Il fatto è che la Biagi ha una "brutta reputazione", e riformarla fa sempre immagine.

Si propone anche un nuovo aumento dei contributi previdenziali per i parasubordinati, che già con l'ultima Finanziaria sono passati dal 18% al 23,5% e che potrebbero salire con la prossima Finanziaria fino al 25-26%. Il governo ci dice che la manovra serve a garantire ai giovani una pensione minima. Bene, finalmente hanno confessato!!. Almeno un milione di giovani Italiani per dieci anni (da quando Treu ha introdotto la gestione separata nel '96) hanno lavorato senza mettere da parte contributi sufficienti per garantirsi una pensione minima; spesso, con retribuzioni che non gli avrebbero consentito neanche alla lontana di pensare a forme integrative. Visto che finalmente la colpa è stata confessata, la soluzione non è "scurdammoce o passato": l'aliquota "giusta" è il 25-26%? Bene, riconosciamo a quel milione di ragazzi una contribuzione figurativa che vada a colmare quanto per dieci anni non gli è stato versato.
 

Alessandro Antonellini

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