PRESENTATO IN REGIONE IL PIANO SICCITA'

La siccità, che ha raggiunto quest’anno livelli di gravità elevata, soprattutto nelle aree orientali (Romagna), ha preso origine, principalmente, dalle scarsissime precipitazioni degli ultimi tre mesi del 2006 che non hanno permesso la normale ricarica delle falde, e dalle elevate temperature che hanno aumentato fortemente i consumi per le colture.

“In relazione a ciò, la Regione Emilia - Romagna è stata la prima in Italia – commenta l’assessore provinciale alla protezione civile Eugenio Fusignani (nella foto) – a dotarsi di questo strumento, anche in considerazione del fatto che sempre più frequentemente si assiste ad una riduzione delle precipitazioni piovose e nevose con un deficit della risorsa idrica del 30 – 40 per cento”.

E’ del maggio scorso il decreto del presidente del consiglio dei ministri con cui è stato dichiarato lo stato di emergenza nei territori delle regioni d’Italia centro – settentrionale.

“Il nostro territorio provinciale dal punto di vista del bilancio idrico ( settore idropotabile, settore irriguo, invasi) è ampiamente monitorato – precisa Fusignani - . Circa il fabbisogno idrico ad uso idropotabile non siamo in uno stato di emergenza , ma potremmo trovarci, comunque, in situazioni di rischio idrico. In pianura, grazie alle ordinanze che hanno riaperto i pozzi freatici per l’irrigazione ci siamo messi al riparo da eventuali rischi di emergenza idrica. Preoccupa , invece, la situazione di Casola Valsenio. La portata del Senio – circa 30 litri al secondo – a seguito di attingimenti, non sempre regolati, potrebbe creare qualche problema. Per questo ho chiesto alla Regione, che si avvarrà di Hera, di tenere presente la questione di Casola Valsenio per un eventuale approvvigionamento idrico secondo le modalità previste nel piano”.

La giunta regionale ha approvato una serie di interventi – 16 milioni di euro di cui 11,7 a carico della Regione stessa - così come richiesto dalle Province e Agenzie d’Ambito per interventi migliorativi sugli acquedotti che interessano anche il ravennate in aggiunta all’acquisto di potabilizzatori mobili, autocisterne, raccordi funzionali con adduttrici da Cer e la realizzazione di invasi.

“ Il piano siccità – conclude Fusignani – prevede quindi una prima fase, contingente, di interventi come quelli che dovranno garantire un celere servizio di autobotti e altri, il prossimo anno, di carattere strutturale. Il piano regionale ha tutte le caratteristiche per essere considerato un prototipo dal governo che intende proporlo come tale alle altre regioni”.

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