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Da
domani, per tre giorni, si svolgerà a Firenze la Conferenza nazionale
della famiglia, promossa dal Ministero delle politiche per la famiglia,
con l’intervento previsto delle maggiori cariche dello Stato; lo slogan
che campeggerà nel Palazzo dei Congressi di Firenze Fiera sarà “Cresce
la famiglia, cresce l’Italia” e farà la eco a quello che risuonava in
Piazza San Giovanni, a Roma, solo diceci giorni fa “Ciò che è bene per
la famiglia è bene per il Paese”.
Ma non riduciamo il tutto ad un confronto di slogan, perché, in questo
caldo maggio italiano, sembra che ci sia tanta sostanza per sostenere
l’istituzione più antica e più fondante della storia dell’umanità, a
qualsiasi latitudine, sotto qualsiasi organizzazione statuale.
Concretezza, infatti, è venuta dal “Family Day”, al di là dell’invadente
attenzione rivolta dagli strumenti di comunicazione alla presenza dei
politici di ogni parte, venuti a rappresentare se stessi ed a compiacere
alle emittenti. A Roma sono state chieste, con forza ed a gran voce,
politiche serie e coertenti per la famiglia, per la casa, per le
situazioni di disagio e di emarginazione, con la testimonianza di una
presenza che ha voluto ricordare ai governanti che è tempo di graduare i
problemi per importanza e di finanziarli per priorità.
Concretezza attendiamo da Firenze, non solo su problemi contingenti, per
quanto importanti, che sono sulla scena quotidiana in quanto
rappresentano il solito “assalto alla diligenza” quando c’è qualche
avanzo da spartire, ma soprattutto perché riteniamo debbano giungere,
dai più autorevoli esponenti del Governo e dei partiti, le linee guida
per una politica familiare che affronti tutti i problemi chiave della
nostra società: precarietà del lavoro, lavoro femminile, casa, asili,
scuola, anziani, assistenza per le situazioni in difficoltà.
Saprà la Conferenza di Firenze segnare un punto di svolta in questa
materia? Oppure dovremo assistere alla solita sfilata di politici che
litigano su tutto e lanciano slogan vuoti di sostanza? L’occasione è
importante ed è bene che tutti se ne rendano conto in quanto il milione
di persone presenti dieci giorni fa a Roma rappresentavano ben di più
delle rispettive famiglie, ma anche tanta altra gente che, da posizioni
ideali e da storie diverse, crede ancora nella famiglia e pensa che sia
giunto il momento di agire concretamente per costruire su di essa un
futuro più sereno.
Raffaele Clò |